La mummia

Il nostro parere

La mummia (1999) USA di Brendan Fraser


Ci troviamo catapultati nell’antico Egitto, dove un sacerdote un po’ troppo intraprendente di nome Imhotep si becca una maledizione coi fiocchi e viene sepolto vivo. Fast forward di qualche millennio e sbarcano al Cairo una bibliotecaria inglese con un fratello un po’ svampito e un avventuriero americano dal grilletto facile. La loro gita alla città perduta di Hamunaptra, con l’obiettivo di sgraffignare qualche tesoro, si trasforma in un party a sorpresa quando resuscitano per sbaglio la mummia di Imhotep, che ha un piano niente male: scatenare le dieci piaghe e riportare in vita la sua amata. Toccherà ai nostri eroi, gatto incluso, sventare questo simpatico programmino.


Dunque, “La Mummia” si presenta come un’avventura che ammicca più alla risata che al brivido. Chi si aspetta un’escalation di terrore alla Boris Karloff potrebbe rimanere spiazzato, perché qui l’atmosfera è più quella di un cartoon muscoloso, con effetti speciali che pompano a mille. Non si prende mai sul serio, e fa bene, perché come thriller zoppica un bel po’. Certo, qua e là tenta di alzare il ritmo, ma senza crederci troppo. Alla fine, è la sua vena autoironica a salvarlo dalla categoria “due ore buttate”.

Nonostante il titolo richiami il classico del ’32, questo film ne è una rilettura molto, ma molto libera. A parte qualche vago eco nella trama, è cambiato quasi tutto, a partire dal tono. I fan del vecchio film in bianco e nero forse riconosceranno qualche semino della storia originale, ma niente di più. Persino i nomi dei personaggi sono stati rimescolati, con l’unica eccezione di Imhotep, il sacerdote maledetto. Non stupisce che il regista Stephen Sommers si sia preso da solo i crediti per la sceneggiatura.

Le sparate pubblicitarie lo pompavano come un’avventura adrenalinica sulla scia di Indiana Jones, ma in realtà, per quanto riguarda l’azione, si rimane su livelli piuttosto standard. Il lato “cartoon” è talmente marcato che la tensione vera non decolla mai: non si percepisce mai un reale pericolo per i protagonisti principali. Di conseguenza, il divertimento del film sta tutto nel suo spirito goliardico, con una sceneggiatura che non smette mai di strizzare l’occhio. I paragoni con “L’armata delle tenebre” ci stanno tutti. Le scazzottate di Rick con i morti viventi sono spesso esilaranti e, sebbene Brendan Fraser non abbia la faccia di pietra di Bruce Campbell, se la cava alla grande in un ruolo che è palesemente una parodia dell’archeologo più famoso del cinema.

Un altro neo di questa “Mummia” è la sua durata, decisamente eccessiva di almeno mezz’ora. La prima ora si trascina un po’ e diverse sequenze nella seconda parte avrebbero potuto essere sfoltite. Non sorprende che superi le due ore, visto che a Hollywood sembra esserci una regola non scritta che impone ai “film evento” di essere il più lunghi possibile. Va bene se il materiale lo giustifica, ma troppo spesso si percepisce la farcitura, spesso la brevità è un pregio.

Le aspettative giocheranno un ruolo fondamentale nel giudizio del pubblico. Chi si aspetta un antipasto adrenalinico rimarrà deluso. Al contrario, chi è pronto a una parodia demenziale del genere avventura/horror potrebbe trovare in “La Mummia” un intrattenimento soddisfacente. Considerato quanti potenziali blockbuster falliscono anche in questo semplice compito, si possono perdonare a questo film molti dei suoi difetti e goderselo per quello che cerca di essere, e non per quello che la campagna marketing spaccia.

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