Appartamento 7A
Appartamento 7A (2024) USA di Natalie Erika James
Una ballerina in difficoltà viene coinvolta in oscure macchinazioni da una strana coppia che le promette la fama. Dopo aver accettato la loro ospitalità, comincia ad avere strani incubi che la angosciano e turbano.
“Appartamento 7A” tenta di rievocare l’atmosfera sinistra del classico Rosemary’s Baby, ma senza l’originalità o la tensione necessarie per rendergli davvero giustizia. La regia di Natalie Erika James sembra bloccata dal peso dell’opera a cui si ispira, senza riuscire a costruire un’identità propria. L’ambientazione, che avrebbe potuto creare un senso di claustrofobia e inquietudine, appare invece generica, priva del carattere che il genere richiederebbe.
La trama, pur con qualche spunto interessante, resta prevedibile e superficiale, offrendo pochi momenti di vero coinvolgimento emotivo. In questo contesto, neanche l’interpretazione di Julia Garner riesce a dare slancio al film, limitandosi a una buona ma non memorabile performance. Appartamento 7a è un’opera che manca di tensione e non riesce a lasciare il segno, rivelandosi una visione passabile, ma priva di grande ispirazione.
