Un film Minecraft
Un film Minecraft (2025) USA di Jared Hess
Steve (un Jack Black in pieno stile “Jack Black”) vive da anni nell’Overworld, un regno cubico dove l’immaginazione plasma la realtà, dopo aver scoperto un misterioso cubo blu. La sua solitudine viene interrotta dall’arrivo accidentale di quattro “outsider” dal mondo reale: Garrett “The Garbage Man” (Jason Momoa), l’adolescente inventivo Henry, sua sorella Natalie e la poliedrica Dawn. Insieme dovranno unire le forze e le abilità di crafting per contrastare l’avanzata della malvagia Malgosha e della sua armata di Piglins, decisi a dominare ogni piano dell’esistenza videoludica.
Affrontare la trasposizione di un sandbox privo di narrativa strutturata è una sfida che farebbe tremare i polsi a chiunque. Jared Hess, il regista che ha fatto del weird la sua cifra stilistica (impossibile non citare Napoleon Dynamite), approccia il mondo di Mojang con un’estetica che potremmo definire “iper-realtà dissonante”.
Dal punto di vista tecnico, il film è un curioso ibrido: la scelta del live-action inserito in ambienti interamente ricostruiti in CGI crea un effetto che inizialmente destabilizza. Sebbene la modellazione degli abitanti e delle creature (pecore e panda squadrati inclusi) sia tecnicamente ineccepibile per dettaglio e texture, l’integrazione degli attori soffre della classica sindrome da green screen, rendendo i movimenti dei protagonisti talvolta eterei rispetto alla solidità dei blocchi circostanti. La fotografia tenta di mediare con colori saturi e luci artificiali che richiamano l’estetica dei parchi a tema, ma il distacco visivo resta evidente.
Jack Black e Jason Momoa caricano le loro performance di un’energia quasi cartoonesca, necessaria per non farsi divorare da un comparto scenografico così ingombrante. Tuttavia, la sceneggiatura — che vede ben sei firme nei crediti — sembra soffrire di una crisi d’identità. Se nella prima metà il film brilla per alcune intuizioni originali e un ritmo sostenuto, nella seconda parte si perde in un convenzionale scontro fantasy che tradisce la natura stessa del gioco: la creatività illimitata. Il montaggio si fa concitato e alcune sottotrame appaiono come riempitivi per raggiungere il minutaggio standard.
A Minecraft Movie è un’operazione simpatica ma imperfetta. Riesce a elevarsi sopra il mero “cinema-merchandising” grazie alla mano stravagante di Hess, ma manca il colpo di genio che ha reso grandi operazioni simili come The LEGO Movie. È un film che invita alla creazione, pur essendo esso stesso intrappolato in una struttura produttiva un po’ troppo rigida.
