10 attrici morte nel 2025
Bisogna intanto ricordare il trapasso di due centenarie come June Lockhart morta esattamente a 100 anni e Eileen Bennett scomparsa a 106. Entrambe, per ovvi motivi, non apparivano sugli schermi da molto tempo come Cora Sue Collins, deceduta dopo aver compiuto 98 anni. D’obbligo un omaggio a Loretta Swit, la mitica Bollore del telefilm Mash, che ha avuto minore successo al cinema. Infine un ricordo commosso per Veronica Echegui. Molto nota in patria, è stata conosciuta in Italia per Lasciati andare di Francesco Amato. Un cancro l’ha stroncata a soli 42 anni. Di Claudia Cardinale parleremo diffusamente nella lista delle attrici italiane scomparse nel 2025.
10. Ewa Dałkowska (10 aprile 1947 – 8 giugno 2025)
Attrice polacca di straordinario rigore, ha costruito una carriera basata su un impegno civile e intellettuale profondissimo. È stata una delle figure centrali del cinema polacco d’autore, collaborando con i più grandi maestri della sua terra. Tra i suoi film più significativi spiccano Senza anestesia diretto da Andrzej Wajda e L’anno del sole quieto di Krzysztof Zanussi, oltre a L’interrogatorio di Richard Bugajski. Nel corso della sua lunga attività è stata insignita di alte onorificenze statali come la Croce di Cavaliere dell’Ordine della Polonia Restituta e la Medaglia d’oro Gloria Artis per il merito culturale, premi che testimoniano il suo ruolo di guida morale e artistica nel panorama dell’Est Europa.
9. Jean Marsh (1º luglio 1934 – 13 aprile 2025)
La sua traiettoria artistica l’ha resa una delle donne più influenti della televisione britannica, grazie alla capacità di unire il talento recitativo a quello di autrice. Il successo planetario arrivò con la serie Su e giù per le scale da lei stessa creata, che le valse il prestigioso Premio Emmy come migliore attrice protagonista nel 1975. Sul grande schermo ha lavorato in pellicole indimenticabili come Frenzy di Alfred Hitchcock e Nel fantastico mondo di Oz nel ruolo della spaventosa principessa Mombi. Per il suo immenso contributo alle arti drammatiche è stata nominata Ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico dalla Regina Elisabetta II nel 2012.
8. Émilie Dequenne (29 agosto 1981 – 16 marzo 2025)
La sua carriera è iniziata con uno dei debutti più folgoranti della storia del cinema moderno quando, ancora adolescente, ottenne il Prix d’interprétation féminine al Festival di Cannes per la sua straziante interpretazione in Rosetta dei fratelli Dardenne. Attrice di rara intensità, ha saputo spaziare tra i generi, dal kolossal d’epoca Il patto dei lupi al dramma psicologico Arrivederci professore, fino al toccante Les Choses qu’on dit, les choses qu’on fait, per il quale ha vinto il Premio César come miglior attrice non protagonista nel 2021. La sua prematura scomparsa ha lasciato un vuoto immenso nel cinema francofono, che la ricordava come un’interprete capace di una verità scenica assoluta.
7. Geneviève Page (13 dicembre 1927 – 14 febbraio 2025)
Considerata una delle attrici più eleganti e colte della sua generazione, ha saputo imporsi sia nel cinema d’oltralpe che in quello hollywoodiano. È rimasta impressa nella memoria collettiva per la sua interpretazione di Madame Anaïs nel capolavoro Bella di giorno di Luis Buñuel, dove recitò accanto a Catherine Deneuve. Tra le sue opere internazionali più celebri si annoverano il kolossal El Cid con Charlton Heston e la raffinata commedia Vita privata di Sherlock Holmes di Billy Wilder. Vincitrice di numerosi riconoscimenti teatrali in Francia, è stata candidata ai Golden Globe e ha attraversato la storia del cinema con una grazia aristocratica che la rendeva unica nel suo genere.
6. Marianne Faithfull (29 dicembre 1946 – 30 gennaio 2025)
Nata come icona musicale e musa della Swinging London, ha saputo trasformare una vita turbolenta in una carriera d’attrice di incredibile spessore. Dopo gli esordi con Jean-Luc Godard in Una storia americana e il ruolo scandaloso in Esecuzione, ha vissuto una vera rinascita artistica in età matura. Per la sua interpretazione nel film Irina Palm di Sam Garbarski ha ricevuto una nomination agli European Film Awards e ha vinto il World Lifetime Achievement Award nel 2009. La sua filmografia include anche collaborazioni con registi come Sofia Coppola in Marie Antoinette e Gus Van Sant, consolidando il suo status di artista poliedrica capace di unire musica e recitazione in un’unica espressione creativa.
5. Diane Ladd (29 novembre 1935 – 3 novembre 2025)
Attrice, regista e produttrice di temperamento vulcanico, è stata una delle colonne portanti del cinema americano per oltre mezzo secolo. La sua carriera è costellata di successi critici, tra cui spiccano le tre candidature all’Oscar per i film Alice non abita più qui di Martin Scorsese, Cuore selvaggio e Rosa scompigliata e i suoi amanti, quest’ultimo recitato accanto alla figlia Laura Dern. Per la sua interpretazione in Alice non abita più qui ha vinto il prestigioso Premio BAFTA. È stata una delle attrici preferite di David Lynch, per il quale ha lavorato anche nella serie Twin Peaks e nel film Inland Empire, dimostrando una capacità ineguagliabile di interpretare ruoli complessi, eccentrici e profondamente umani.
4. Samantha Eggar (5 marzo 1939 – 15 ottobre 2025)
Dotata di una bellezza magnetica e di un talento cristallino, ha raggiunto l’apice della notorietà internazionale nel 1965 con il thriller psicologico Il collezionista diretto da William Wyler, interpretazione che le è valsa il Prix d’interprétation féminine a Cannes, il Golden Globe e una nomination all’Oscar. Tra i suoi film più rilevanti si ricordano Cammina, non correre accanto a Cary Grant e il visionario horror Brood – La covata malefica di David Cronenberg. Nel corso degli anni ha ricevuto numerosi premi alla carriera, tra cui il Sarah Siddons Award, confermando la sua statura di attrice capace di dominare la scena con una presenza insieme fragile e inquietante.
3. Joan Plowright (28 ottobre 1929 – 16 gennaio 2025)
Ritenuta l’erede naturale delle grandi attrici tragiche britanniche, ha dominato il teatro e il cinema con un’autorità scenica senza pari. La sua carriera cinematografica è stata coronata dalla vittoria di due Golden Globe nello stesso anno, il 1993, per i film Un incantevole aprile e Stalin, un’impresa riuscita a pochissime attrici nella storia. Candidata all’Oscar per Un incantevole aprile, è stata protagonista di opere amatissime come Un tè con Mussolini di Franco Zeffirelli e La carica dei 101. Oltre ai successi sul grande schermo, ha vinto un Tony Award e un Laurence Olivier Award, i massimi onori teatrali, venendo insignita del titolo di Dama di Gran Croce dell’Ordine dell’Impero Britannico.
2. Diane Keaton (5 gennaio 1946 – 11 ottobre 2025)
Diane Keaton è stata molto più di un’attrice; è stata una vera forza della natura che ha ridefinito i canoni della femminilità hollywoodiana. La sua carriera è indissolubilmente legata al sodalizio artistico e sentimentale con Woody Allen, un incontro che ha regalato al cinema alcune delle sue pagine più belle. In Io e Annie (1977), il film che le è valso il Premio Oscar, ha creato un personaggio iconico: una donna intellettuale, vulnerabile e dotata di uno stile unico – con i suoi celebri pantaloni larghi e cravatte – che ha influenzato la moda per decenni.
Ma la Keaton non è stata solo la musa di Allen. Ha dimostrato una straordinaria potenza drammatica interpretando Kay Adams nella trilogia de Il Padrino di Francis Ford Coppola, offrendo il punto di vista morale e “esterno” in una famiglia dominata dalla violenza. Tra i suoi successi più significativi vanno ricordati anche Reds (1981), diretto da Warren Beatty, dove ha interpretato la giornalista Louise Bryant ottenendo una candidatura all’Oscar, e il toccante La stanza di Marvin (1996). In età matura, ha continuato a brillare in commedie sofisticate come Tutto può succedere (2003), per il quale ha vinto un Golden Globe dimostrando che il carisma e il talento non hanno età. Oltre alla recitazione, è stata una produttrice lungimirante, portando sullo schermo progetti coraggiosi come Elephant di Gus Van Sant.
1. Brigitte Bardot (28 settembre 1934 – 28 dicembre 2025)
Brigitte Bardot, conosciuta in tutto il mondo semplicemente come “B.B.”, è stata il simbolo assoluto della libertà e della sensualità naturale degli anni ’50 e ’60. La sua ascesa folgorante iniziò nel 1956 con E Dio creò la donna, diretto dal suo primo marito Roger Vadim. Il film non fu solo un successo commerciale, ma un vero terremoto culturale: la Bardot incarnava una femminilità nuova, ribelle e spudorata, che rompeva con le convenzioni rigide dell’epoca.
Nonostante la sua immagine di sex symbol, ha lavorato con registi di immenso spessore artistico. In Il disprezzo (1963) di Jean-Luc Godard, ha offerto una delle sue interpretazioni più profonde e malinconiche, diventando il volto della crisi esistenziale moderna. Altre pellicole fondamentali sono state La verità (1960) di Henri-Georges Clouzot, che le valse il David di Donatello, e Viva Maria! (1965) di Louis Malle.
Ciò che rende il “ricordo” della Bardot unico è la sua scelta radicale del 1973: al culmine del successo e della bellezza, decise di abbandonare definitivamente il cinema. Non è mai tornata indietro. Ha dedicato la seconda metà della sua vita a una lotta feroce e instancabile per i diritti degli animali attraverso la sua Fondazione. Questa scelta di vita, condotta con una coerenza assoluta e spesso controcorrente, l’ha trasformata da diva dello schermo a una delle attiviste più influenti del pianeta, lasciando un’eredità che va ben oltre la celluloide.
