Stai con me oggi?

Il nostro parere

Stai con me oggi? (2021) USA di Billy Crystal


Charlie Berns è un autore famoso per la sua brillante ironia. Tuttavia, quando inizia a comportarsi in modo strano, tutti pensano che stia semplicemente scherzando. L’incontrao con la cantante Emma Payge, porta ad un’amicizia improbabile perchè lei sa il suo segreto, cioè l’arrivo delle prime fasi della demenza. Durante un evento celebrativo per un film scritto da lui, si confonde e dimentica i nomi delle celebrità accanto a lui, suscitando risate nel pubblico. Sua figlia, però, non è divertita: teme che il padre sia ubriaco o disinteressato alla famiglia.


Billy Crystal torna dietro e davanti la macchina da presa con una commedia dal sapore dolceamaro, che alterna momenti di autentica leggerezza a riflessioni più profonde. Il protagonista, un autore comico che ha costruito la sua identità sull’umorismo, si trova a fronteggiare una condizione che gli sta portando via ciò che ha sempre definito se stesso: la prontezza di spirito, la memoria, il suo talento. Il film esplora il tema con sensibilità, evitando i toni melodrammatici e scegliendo invece di raccontare la fragilità attraverso la quotidianità.

A dargli una scossa inaspettata è Emma, interpretata da Tiffany Haddish, una donna esuberante che entra nella sua vita per puro caso: il loro primo incontro avviene dopo un’asta di beneficenza, ma ciò che inizia come un malinteso si trasforma presto in un legame sincero. Emma, che non ha idea di chi sia Charlie, lo tratta senza pregiudizi, permettendogli di mostrarsi per quello che è davvero, senza il filtro del personaggio che tutti si aspettano da lui.

Il film evita con intelligenza i cliché legati ai rapporti interrazziali: Emma non è una figura mistica destinata a risolvere i problemi di Charlie, né lui si erge a mentore per lei. Sono semplicemente due anime affini che si incontrano nel momento giusto. La loro dinamica funziona grazie alla complicità tra Crystal e Haddish, che trasmettono un’energia spontanea e genuina. Tuttavia, proprio questa intesa sembra aver reso il regista indulgente nel montaggio: alcune scene si dilungano più del necessario, rallentando il ritmo della narrazione.

Se da un lato il film è gradevole per un certo equilibrio tra umorismo e malinconia, dall’altro pecca nella rappresentazione del mondo della comicità televisiva. Gli sketch dello show in cui lavora Charlie non risultano così brillanti come la sceneggiatura vorrebbe far credere, indebolendo l’effetto della storia. Eppure, nonostante questi difetti, il film mantiene una sua autenticità e riesce a emozionare, lasciando lo spettatore con un sorriso nostalgico. Crystal, che ha scritto la sceneggiatura insieme ad Alan Zweibel, dimostra ancora una volta il suo talento nel raccontare personaggi umani e imperfetti, capaci di farci ridere anche nei momenti più difficili.

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