Hit man – Killer per caso

Il nostro parere

Hit Man – Killer per caso (2023) USA di Richard Linklater


Gary Johnson, un professore di New Orleans, coinvolto in compiti di supporto per la polizia, si ritrova a impersonare un sicario sotto copertura. La sua abilità nel trasformarsi in diverse identità per adattarsi ai suoi “clienti” lo rende sorprendentemente efficace nel suo nuovo ruolo. La situazione si complica quando incontra Madison, una donna che vuole assumere un sicario per uccidere il marito violento, e Gary, sotto l’identità di Ron, decide di aiutarla, dando inizio a una relazione romantica. Il film esplora le complesse dinamiche morali che emergono quando le identità si confondono e le linee tra finzione e realtà si sfumano.


“Hit Man” è un film che si fa apprezzare per la sua energia e il suo tentativo di mescolare sapientemente diversi generi. È come un cocktail ben shakerato: una spruzzata di commedia, un tocco di romanticismo e una buona dose di thriller. L’effetto è indubbiamente piacevole, e il film riesce a intrattenere con una certa eleganza. Glen Powell, che ha anche co-scritto la sceneggiatura, è capace di passare dal professore timido al sicario affascinante con abilità. Tuttavia, a volte si ha l’impressione che il film si affidi un po’ troppo al suo fascino, rischiando di oscurare altri aspetti, come il fatto che la sua iniziale “nerdaggine” sia assolutamente poco credibile, così come la trasformazione avvenuta con troppa facilità.

La trama, pur essendo ricca di colpi di scena, a volte sembra un po’ costruita. Linklater gioca con i generi, e questo è sicuramente un pregio, ma non si può dire che sia particolarmente originale in questa commedia nera. Il mix di commedia, romanticismo e thriller è stato esplorato innumerevoli volte, e “Hit Man”, pur essendo ben fatto, non aggiunge molto di nuovo al genere.Le scene delle lezioni del protagonista, che dovrebbero aggiungere profondità al film, a volte sembrano un po’ didascaliche e interrompono il ritmo della narrazione. Sebbene l’intento sia quello di esplorare temi filosofici legati all’identità, l’esecuzione non è sempre impeccabile.

Inoltre, il film non è esente da difetti narrativi. Alcuni fili della trama rimangono irrisolti, e a volte si ha l’impressione che il film si perda un po’ nella sua stessa complessità. Sebbene l’ambiguità morale sia un elemento interessante, a volte sembra un po’ forzata, come se il film cercasse di essere più provocatorio di quanto non sia in realtà.

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