Gran Turismo – La storia di un sogno impossibile
Gran Turismo – La storia di un sogno impossibile (2023) USA di Neill Blomkamp
“Gran Turismo” racconta la storia di Jann Mardenborough, un gamer appassionato di simulatori di guida che, grazie alle sue abilità virtuali, viene selezionato per partecipare a un programma della Nissan per trasformare giocatori in piloti professionisti. Sotto la guida del burbero Jack Salter, Jann affronta sfide reali, rivalità e un tragico incidente, cercando di dimostrare che i gamer possono competere nel mondo delle corse automobilistiche. La sua storia diventa un viaggio di formazione, dove il virtuale incontra il reale, con tanto di drammi sportivi e crescita personale.
“Gran Turismo” tenta di fondere il dramma sportivo con l’adrenalina delle corse, ma il risultato è un film che, pur intrattenendo, fatica a superare i limiti di una formula prevedibile. La trama, sebbene ispirata a una storia vera, si affida eccessivamente a cliché del genere, con personaggi che rimangono abbozzati e dialoghi spesso superficiali. Gli effetti speciali, che dovrebbero immergere lo spettatore nell’azione, a volte risultano artificiosi, distaccando dalla sensazione di realismo che il film cerca di trasmettere.
La regia di Neill Blomkamp, pur mostrando una certa abilità nelle sequenze di gara, non riesce a dare al film un’identità forte. La narrazione procede in modo lineare, senza particolari guizzi o sorprese, e il tentativo di infondere profondità emotiva ai personaggi risulta spesso forzato. La performance di David Harbour, nei panni del mentore Jack Salter, è uno dei punti forti del film, ma non basta a compensare le carenze della sceneggiatura. E’ deludente però la parabola del regista che aveva saputo portare elementi originali con le prime opere di s/f.
“Gran Turismo” si pone come un’opera di intrattenimento, e in questo senso raggiunge il suo scopo. Tuttavia, il film manca di originalità e di una visione autoriale più incisiva. Il tentativo di elevare la storia di Jann Mardenborough a una parabola di rivalsa e di superamento dei propri limiti risulta a tratti retorico, e la sensazione che prevale è quella di aver assistito a un prodotto confezionato per un pubblico ampio, più che a un’opera cinematografica memorabile.
