Follemente
Follemente (2025) ITA di Paolo Genovese
Il primo appuntamento tra Lara e Piero, ambientato interamente a casa di lei. La particolarità della serata risiede nel fatto che i pensieri dei due protagonisti prendono vita, incarnati da otto figure che rappresentano le diverse sfaccettature della loro personalità. Nella mente di Lara si confrontano Giulietta, Trilli, Scheggia e Alfa, mentre in quella di Piero si agitano Il Professore, Eros, Valium e Romeo, dando vita a un vivace e divertente quadro delle dinamiche interiori che influenzano l’incontro.
“FolleMente” è un film che ti fa entrare nella testa di due persone durante un primo appuntamento. Sì, ricorda un po’ “Inside Out”, ma qui siamo su un altro livello: niente emozioni colorate, ma proprio le “personalità” che ci fanno fare figure orribili a o dire la cosa giusta (a volte). C’è chi ha gridato al plagio, ma Genovese ha risposto picche, e forse ha ragione. L’idea di base non è proprio una novità assoluta, ma “FolleMente” la gestisce con un’energia e un’ironia che ti catturano. Non è il film che cambierà la storia del cinema, ma è fatto dannatamente bene: divertente, tenero, e con quel tocco “pop” che lo rende super attuale.
Il bello è che dà una dignità pazzesca ai personaggi, anche a quelli “secondari” che sono i pensieri. Non servono mille equivoci per far ridere, bastano due persone e il caos che hanno in testa. Il film è quello che vedi nel trailer, ma la differenza la fa come è realizzato. Genovese ha detto che rispetto a Pixar, qui siamo su un livello più adulto: non emozioni, ma personalità. E poi c’è il confronto uomo-donna, con tutti gli stereotipi che ci stanno dentro. Però il film li tratta con delicatezza, facendoci capire perché esistono e facendoci sentire tutti un po’ meno soli.
“FolleMente” non è solo la storia di Lara e Piero, è la storia di tutti noi quando usciamo con qualcuno. È la storia dei “ma cosa gli/le sarà passato per la testa?”, delle gaffe che ci fanno venire voglia di sparire, dell’orgoglio che ci frega. È un film in cui ti riconosci. Fa ridere con battute che colpiscono nel segno, grazie a un cast in stato di grazia e a una colonna sonora azzeccatissima. Ma soprattutto, ti fa pensare. Ti fa ricordare le tue “guerre” interiori, la lotta tra il voler fare i duri e l’essere fragili, tra il voler essere “donna alfa” e l’essere semplicemente sé stesse.
Edoardo Leo e Pilar Fogliati sono bravissimi, ma lasciano spazio ai loro “pensieri” (Marco Giallini, Claudio Santamaria, Rocco Papaleo, Maurizio Lastrico, Vittoria Puccini, Claudia Pandolfi, Emanuela Fanelli e Maria Chiara Giannetta), che sono i veri protagonisti. Genovese è un maestro nel girare in location uniche (“Perfetti sconosciuti” docet), e qui ricorda un po’ “The Place”. Ma “FolleMente” ha qualcosa in più: la scelta, rappresentata dalle personalità, che determina tutto.
Il finale forse perde un po’ di smalto, ma “FolleMente” funziona perché è un film vero, che parla di noi, delle nostre indecisioni, delle paure da primo appuntamento. E alla fine, ti fa venire voglia di prendere la vita con leggerezza. Non è superficialità, ma “planare sulle cose dall’alto”.
“FolleMente” non vuole stupire a tutti i costi, ma raccontare la verità di come siamo fatti, facendoci ridere e commuovere. Come dice Vittoria Puccini nel film: “Piangere e ridere nella stessa sera, vi sembra poco?”. In fondo, come canta Freddie Mercury in “Somebody to Love” (che nel film accompagna un momento topico), tutti cerchiamo qualcuno da amare. E “FolleMente” ci ricorda quanto sia complicato, ma anche meraviglioso, questo casino che abbiamo in testa.
