Blue Kids
Blue kids (2017) ITA di Andrea Tagliaferri
Dopo la morte della madre, un fratello e una sorella cercano di fuggire dalla morsa di un padre che non sopportano. Esclusi dal testamento materno, si addentrano su una strada fatta di violenza e autodistruzione.
Andrea Tagliaferri debutta alla regia con Blue Kids, un’opera visivamente raffinata ma carente sul piano narrativo, prodotta da Matteo Garrone. La trama segue due fratelli esclusi dall’eredità materna, che pianificano una rapina al padre culminata in un duplice omicidio. Il film, più che sull’intreccio, si focalizza sulle atmosfere e sui paesaggi, riflessi del vuoto interiore dei protagonisti. Il nord-est post-industriale e decadente diventa un elemento chiave, enfatizzato da una fotografia algida e straniante che alterna spazi abbandonati e paesaggi lagunari.
La relazione tra i fratelli, segnata da un legame ambiguo e un nichilismo stridente caratterizzate da vitalità disperata e azioni prive di senso apparente. Nonostante l’intrigo potenzialmente avvincente, i personaggi rimangono statici e privi di evoluzione, con un’identità appena delineata.
Tagliaferri, pur dimostrando notevole abilità visiva e sensibilità estetica, sembra indulgere in virtuosismi che prevalgono sulla sostanza narrativa. L’opera evita ogni intento moralizzante o generazionale, proponendosi come un esperimento visivo più che un racconto compiuto. Blue Kids rivela il potenziale del regista, che dovrà però trovare un equilibrio tra estetica e scrittura per emergere con opere più solide e mature.
