The order
The order (2024) USA di Justin Kurzel
L’agente dell’FBI Terry Husk (Jude Law), uomo spezzato dal rimorso e dalla solitudine, arriva a Coeur D’Alene, Idaho, per indagare su una scomparsa. Le sue ricerche lo portano a collegare il caso a una serie di rapine in banca e attentati dinamitardi, fino a sospettare di un gruppo suprematista guidato dal fanatico Bob Matthews (Nicholas Hoult). Mentre Husk si avvicina alla verità, il confine tra cacciatore e preda si assottiglia, dando vita a un gioco mortale tra due uomini condannati a perdersi.
Justin Kurzel firma con The Order un thriller investigativo teso e spietato, in cui l’orrore non risiede nell’ignoto ma nella concreta brutalità di un’estremismo che non si nasconde più. A differenza di prodotti come True Detective, il film non mitizza il male né lo avvolge in un’aura di mistero: i suprematisti bianchi di Kurzel sono uomini reali, assetati di potere, pronti a rovesciare il sistema con la violenza.
La regia affilata di Kurzel e la fotografia evocativa di Adam Arkapaw restituiscono un’America rurale sospesa tra bellezza e desolazione, mentre il montaggio spezza il ritmo con incursioni nel passato, delineando l’ascesa del fanatismo di Matthews. Hoult offre una performance gelida e inquietante, incarnando un leader carismatico e spaventoso nella sua normalità. Tuttavia, è Jude Law a dominare la scena: il suo Husk, uomo svuotato e rassegnato, trova negli scontri con Matthews una sinistra affinità, un riflesso distorto di sé stesso.
The Order non è il classico true-crime pensato per scioccare, ma un film che lavora sulla tensione e sul disfacimento emotivo. Non c’è catarsi, solo il lento sgretolarsi di ogni illusione, fino a un finale che lascia lo spettatore svuotato, proprio come il suo protagonista.
