10 personaggi del cinema morti nel 2024
Il cinema è fatto del lavoro di tante persone che collaborano in vario modo, ma altrettanto importante è il ruolo di coloro che, attraverso la critica, hanno influenzato il pubblico, illuminato il lavoro di registi, fatto amare la settima arte attraverso la riflessione e l’analisi. A tutti loro va un ricordo importante, anche se solo dieci sono citati qua.
- David Bordwell (Penn Yan, 23 luglio 1947 – Madison, 29 febbraio 2024) Dopo aver conseguito il PhD all’University of Iowa, si dedicò alla teoria e alla storia del cinema, scrivendo diversi volumi, tra i quali Narration in the Fiction Film (1985), Making Meaning (1989), e On the History of Film Style (1997), diventando poi uno dei principali storici del cinema al mondo. Con la moglie Kristin Thompson inoltre scrisse Film Art (1979) e Film History (1994). Con il filosofo Noël Carroll curò l’antologia Post-Theory: Reconstructing Film Studies (1996), una polemica sullo stato in cui versava la teoria del cinema. Tra i lavori più ambiziosi è da citare The Classical Hollywood Cinema: Film Style and Mode of Production to 1960 (1985), scritto con Thompson e Janet Staiger. Diversi suoi articoli sono stati raccolti in Poetics of Cinema (2007), intitolato in questo modo in omaggio a un famoso testo di Ėjchenbaum del 1927. Bordwell gestì con la moglie un blog sul proprio sito personale Observations on film art, dove spesso appuntava le sue idee sul cinema.
- David Seidler (Londra, 4 agosto 1937 – Nuova Zelanda, 16 marzo 2024) Vinse il premio Oscar alla migliore sceneggiatura originale, nell’edizione del 2011, per il film Il discorso del re. Sempre per lo stesso film ottenne anche il BAFTA alla migliore sceneggiatura originale. Ha scritto anche Tucker. Un uomo e il suo sogno (1988) di Coppola.
- Abdulah Sidran (Sarajevo, 2 ottobre 1944 – Sarajevo, 23 marzo 2024) Di famiglia povera, si laureò presso l’Università di Sarajevo. Conosciuto con il soprannome di Avdo, ha scritto alcuni drammi e sceneggiature, tra cui spiccano quelle per i film candidati all’Oscar Ti ricordi di Dolly Bell? e Papà… è in viaggio d’affari entrambi di Emir Kusturica. Le storie raccontate nei due film sono a leggero sfondo autobiografico. Rimase a Sarajevo per tutta la durata della guerra in Bosnia.
- Steven J. Rivele (Filadelfia, 6 maggio 1949 – Pasadena, 17 maggio 2024) Negli anni Ottanta, tramite amici in comune, Rivele, che all’epoca era un romanziere e giornalista investigativo free-lance, fece la conoscenza di Christopher Wilkinson, sceneggiatore alle prime armi con cui cominciò a collaborare. Nei primi anni Novanta, Oliver Stone annunciò che avrebbe diretto un film su Richard Nixon. Vista l’attenzione suscitata dal film, i due si misero al lavoro su un cartaceo, spedendolo via fax all’indirizzo di Stone. Il giorno seguente il regista li contattò, offrendogli un posto da sceneggiatori. I due impiegarono sei settimane a scrivere il film, utilizzando all’incirca 70 fonti su cui basarsi. Dopo aver lavorato ben nove settimane alla scrittura di Alì con Will Smith, ispirato alla vita del pugile Muhammad Ali, i due si sono occupati anche della scrittura di alcuni progetti cinematografici rimasti in sviluppo. Insieme a Wilkinson ha scritto la sceneggiatura e/o collaborato alla scrittura di diversi film tra i quali Miles Ahead (2015).
- Robert Towne, pseudonimo di Robert Bertram Schwartz (Los Angeles, 23 novembre 1934 – Los Angeles, 1º luglio 2024) sceneggiatore, regista, produttore cinematografico e attore statunitense. Vinse l’Oscar alla migliore sceneggiatura originale nel 1975 per il film Chinatown. Ottenne altre tre candidature agli Oscar: due per la migliore sceneggiatura non originale, nel 1974 per L’ultima corvé e nel 1985 per Greystoke – La leggenda di Tarzan, una all’Oscar alla migliore sceneggiatura originale, nel 1976 per Shampoo. Vinse un BAFTA alla migliore sceneggiatura nel 1974 per L’ultima corvé e Chinatown, film per il quale ottenne anche un Golden Globe per la migliore sceneggiatura nel 1975. Lavorò da script doctor in Gangster Story (1967), Il Padrino (1972) e Armageddon – Giudizio finale (1998). Nel 2015 partecipò alla scrittura in qualità di produttore co-esecutivo dell’ultima stagione di Mad Men, per il quale con i suoi colleghi fu premiato con un Writers Guild of America Award per la miglior serie drammatica.
- Jon Landau (New York, 23 luglio 1960 – Los Angeles, 5 luglio 2024) Nato a New York da una famiglia ebrea, frequentò la USC School of Cinematic Arts. Divenne noto per aver prodotto film come Titanic, che gli valse l’Oscar, e i due film della saga di Avatar, tutti diretti da James Cameron. Nel 2009, all’uscita di Avatar, il film divenne quello di maggior incasso di tutti i tempi, superando Titanic che deteneva il record ormai da dodici anni. Con questo film Landau ricevette la sua seconda nomination agli Oscar senza però vincerlo.
- Pierre-William Glenn (Parigi, 31 ottobre 1943 – Parigi, 24 settembre 2024) Fu collaboratore del regista Bertrand Tavernier per circa un decennio e sette film, tra cui La morte in diretta (1980), che gli valse la candidatura al Premio César per la migliore fotografia, L’orologiaio di S. Paul, Che la festa cominci, Il giudice e l’assassino, Colpo di spugna. Lavorò in tre occasioni con François Truffaut, in particolare per il classico Effetto notte (1973) e poi per Gli anni in tasca e Mica scema la ragazza! Ha collaborato con Maurice Pialat, Jose Giovanni, Alain Courneau, Claude Lelouch. Si ricordano anche Un’arida stagione bianca di Euzhan Palcy e Strada senza ritorno di Samuel Fuller.
- Dick Pope (Bromley, 3 agosto 1947 – 21 ottobre 2024) Fu un collaboratore abituale del regista Mike Leigh, per il quale curò la fotografia di ogni suo film a partire da Dolce è la vita (Life is Sweet) del 1990. L’importanza di questo sodalizio venne riconosciuta nel 1999 da un premio del festival specializzato Camerimage. Ottenne una nomination all’Oscar alla migliore fotografia per The Illusionist – L’illusionista (The Illusionist) nel 2006 e un’altra per Turner (Mr. Turner) nel 2015.
- Jim Abrahams (Shorewood, 10 maggio 1944 – Santa Monica, 26 novembre 2024) La prima parte della carriera è caratterizzata dalla collaborazione con i fratelli David e Jerry Zucker. Tra i principali lavori del trio hanno particolare successo Ridere per ridere (1977); L’aereo più pazzo del mondo (1980); Top Secret! (1984) e Per favore, ammazzatemi mia moglie (1986). Il trio vince un premio BAFTA per la sceneggiatura di Una pallottola spuntata, e ciò gli permette di dirigere un film da solo. La sua prima opera è Affari d’oro del 1988, pellicola comico-demenziale. Dopo il satirico Roxy – Il ritorno di una stella del 1990, film sull’arroganza delle “rock-star”, il successo arriva con Hot Shots! del 1991, parodia di Top Gun ed il seguito Hot Shots! 2, in cui l’eroico pilota del film precedente viene richiamato per combattere Saddam Hussein. Dopo un’esperienza come produttore, torna dietro la macchina da presa nel 1997 con il film televisivo Un passo verso il domani e nel 1999 con Mafia!, in cui ironizza sul cinema “mafioso” di Martin Scorsese.
- Marshall Brickman (Rio de Janeiro, 25 agosto 1939 – New York, 29 novembre 2024) Iniziò a lavorare come autore televisivo negli anni ‘60, lavorando per Candid Camera, The Tonight Show e The Dick Cavett Show. Fu durante questo periodo che incontrò Allen, con il quale collaborò come co-sceneggiatore in diverse pellicole, tra le quali Il dormiglione, Io e Annie (che gli fruttò l’Oscar alla migliore sceneggiatura originale) e Manhattan. Successivamente decise di passare dietro la macchina da presa per dirigere personalmente alcune sue sceneggiature negli anni ottanta, senza successo. Tornò in coppia con Allen nel 1993 per la sceneggiatura di Misterioso omicidio a Manhattan
