Sposa in rosso

Il nostro parere

Sposa in rosso (2022) ITA di Gianni Costantino


Quarantenni sull’orlo di una crisi di nervi e con le tasche più vuote del deserto del Gobi si ritrovano, per un caso fortuito e una bugia ben orchestrata, a fingersi sposini novelli. L’obiettivo? Raccattare qualche soldo con un finto matrimonio in Puglia, tra parenti pittoreschi e tradizioni nuziali da sfruttare. Ad aiutarli in questa folle impresa, due figure decisamente fuori dal coro, mentre a ostacolarli ci pensano una madre apprensiva, un fratello sospettoso e un padre un tantino svitato. Tra imprevisti a go-go e situazioni al limite del surreale, la finta coppia cercherà la sua personalissima rivincita.


L’idea di base, pur non essendo del tutto inedita, poteva forse essere sviluppata con maggiore brio. Il film si affida spesso a una comicità di situazione che, pur strappando qualche risata, raramente si eleva sopra la sufficienza. I personaggi, pur abbozzati con qualche tratto distintivo, non sempre riescono a bucare lo schermo, e le loro interazioni appaiono a volte un po’ forzate. La critica sociale, accennata qua e là, non affonda mai veramente il colpo, rimanendo in superficie.

Dal punto di vista narrativo, si avverte una certa difficoltà nel mantenere un ritmo costante. Alcune sequenze appaiono un po’ stiracchiate, e la risoluzione di alcune dinamiche risulta frettolosa. Anche la componente emotiva, che in una commedia dovrebbe trovare il suo spazio, fatica a emergere con la dovuta intensità. Il potenziale offerto da alcuni personaggi secondari, con le loro storie particolari, rimane in gran parte inespresso, relegandoli a macchiette funzionali alla trama principale.

In definitiva, “Sposa in rosso” si presenta come un prodotto cinematografico che raggiunge la sufficienza senza particolari meriti. L’operazione di mescolare la tradizione della commedia all’italiana con temi più contemporanei non sempreSortisce l’effetto desiderato. Se si cerca un intrattenimento leggero e senza troppe pretese, il film può anche fare al caso, ma non ci si aspetti di assistere a una pellicola memorabile o particolarmente innovativa. Resta l’impressione di un’occasione non sfruttata appieno, con diverse idee interessanti che non trovano un adeguato sviluppo sullo schermo.

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