Nella tana dei lupi 2 – Pantera

Il nostro parere

Nella tana dei lupi 2 – Pantera (2025) USA di Christian Gudegast


La trama ci riporta al nostro Nick O’Brien, ancora a leccarsi le ferite dopo la rapina alla Federal Reserve del primo film. Nonostante i superiori gli abbiano detto di archiviare il caso, perché alla fine non è stato rubato nulla (si trattava di denaro “non idoneo” destinato alla distruzione), Nick sa che il vero burattinaio è stato.  E la cosa gli rode. Quando i conti bancari collegano Donnie a un recente furto di diamanti ad Anversa, Nick non ci pensa due volte e si fionda in Europa per rintracciarlo.


Il film, va detto, è una vera e propria odissea nella pianificazione del crimine, molto più che nell’esecuzione. Gudegast si perde volentieri nei dettagli più minuziosi: cicli di telecamere, false identità, piani così elaborati che ti fanno sentire quasi un complice. E non mancano le trappole che il regista piazza sul percorso di Donnie e Nick, dagli ex membri della banda in cerca di vendetta alla mafia italiana che vuole la testa di Donnie per il furto di Anversa. Questa tensione latente è ben costruita, anche se è vero che i trailer sono un po’ fuorvianti, mostrando tutte le scene d’azione concentrate in pochi minuti. E sì, Gudegast non ha paura di sforare le due ore di durata, ma per un film di genere relativamente “calmo” rispetto ai blockbuster americani, il ritmo è comunque sorprendente.

La cosa più sorprendente è che la lunghezza del film si fa sentire raramente. Una volta che Nick e Donnie stabiliscono un legame, magari davanti a un kebab e qualche birra di troppo, la pellicola ingrana la marcia e ti porta dritto a un finale a sorpresa. La sequenza di inseguimento e sparatoria sulle colline francesi è notevole e ricorda chiaramente le influenze dei classici film d’azione: i proiettili fanno sul serio, e i disastri automobilistici sembrano fatti di lamiera vera, non di quella computer grafica “cartoonesca” che ci propinano spesso. Nonostante l’assenza di 50 Cent in questo sequel, cosa che forse i fan del primo film noteranno, la chimica tra i due protagonisti regge il film sulle sue spalle, facendoti dimenticare la mancanza di un cast di supporto più corposo. Evin Ahmad, nel ruolo di una possibile interesse amoroso per Nick, è una piacevole scoperta. Insomma, se il primo film era una rapina, questo è un furto con scasso: meno appariscente, ma più profondo. 

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