Con la grazia di un Dio
di Giovanni · Pubblicato · Aggiornato
Con la grazia di un Dio (2023) ITA di Alessandro Roia
La vicenda narra di Luca, che fa ritorno a Genova dopo venticinque anni per la cerimonia funebre del suo più caro amico d’infanzia, Vincenzo. Mentre tutti ritengono che la scomparsa di Vincenzo sia dovuta a una vita sregolata, Luca ha dubbi e inizia a cercare risposte, portando alla luce verità nascoste e affrontando i fantasmi del passato. Il film affronta tematiche come il legame fraterno, il rimorso e il bisogno di giustizia.
“Con la grazia di un Dio” si sviluppa come un viaggio interiore e geografico, con la città di Genova a fungere da specchio emotivo del protagonista. Il regista Alessandro Roia costruisce un noir crepuscolare e introspettivo, in cui il passato diventa una presenza incombente che soffoca il presente, scomponendolo in frammenti di memoria e ossessioni irrisolte.
Tommaso Ragno, con la sua interpretazione intensa e fisica, dona spessore al personaggio di Luca, la cui inquietudine si riflette nei vicoli angusti e nelle atmosfere cupe della città. Il ritmo del film è scandito da un montaggio essenziale e da una fotografia livida, che incornicia con precisione il lento sprofondare del protagonista nei suoi tormenti interiori. I suoni ambientali, più ancora delle musiche, amplificano la tensione, facendo vibrare ogni scena di un’inquietudine palpabile.
Il film si muove tra realismo e onirismo, con sequenze che evocano il noir classico e una narrazione che predilige il non detto. Se da un lato la figura di Luca emerge con forza, alcuni personaggi di contorno risultano meno sviluppati, lasciando in sospeso dinamiche che avrebbero potuto approfondire ulteriormente il dramma. Tuttavia, la coerenza stilistica e l’efficacia evocativa rendono questa pellicola un’opera discreta. Roia gioca con il tempo e la percezione, intrecciando il percorso fisico del protagonista con il suo viaggio interiore, un’indagine che si trasforma in resa dei conti. Il parallelismo con il noir di Martone è inevitabile: se in “Nostalgia” era Napoli a incarnare il peso del passato, qui è Genova a trattenere i segreti e le colpe di un’esistenza sospesa tra rimpianto e vendetta. Attraverso una regia attenta, “Con la grazia di un Dio” si configura come un noir atipico, che si nutre di atmosfere e silenzi, dove i dettagli visivi e sonori contribuiscono a un senso di ineluttabilità.
