Furiosa – A Mad Max saga

Il nostro parere

Furiosa – A Mad Max saga (2024) AUS di George Miller


La giovane Furiosa viene rapita dalla sua terra natale e finisce nelle mani dell’Orda dei Motociclisti guidata dal signore della guerra Dementus. Attraversando le Terre Desolate, l’Orda si imbatte nella Cittadella governata da Immortan Joe, scatenando una feroce lotta per il potere. Costretta a sopravvivere in un mondo brutale e spietato, Furiosa impara a combattere e a forgiare il proprio destino. Tra battaglie, tradimenti e alleanze inaspettate, il film mostra la sua trasformazione da vittima a guerriera implacabile.


Il piacere legato alla visione di Furiosa risiede nei dettagli: dagli stravaganti costumi ai simboli visivi che arricchiscono l’universo post-apocalittico di George Miller. Il film amplia la mitologia di Mad Max, offrendo una narrazione più estesa rispetto alla pura corsa adrenalinica di Fury Road, e introduce nuovi personaggi e ambientazioni che danno ulteriore profondità al mondo devastato del franchise.  La regia di Miller è sempre visivamente spettacolare, con un’estetica petrol-punk che si riflette in panorami saturi di colori digitali e sequenze d’azione ben coreografate. Tuttavia, a differenza del suo predecessore, Furiosa si dispiega con una struttura più episodica: non è un’unica, incessante fuga, ma un racconto di crescita e vendetta. Ciò consente maggiore esplorazione psicologica, ma diluisce anche l’impatto immediato dell’azione.

Chris Hemsworth offre un’interpretazione carismatica di Dementus, mescolando follia e sadismo, anche se la sua performance non raggiunge l’iconicità dei precedenti villain della saga. Il suo personaggio è una figura grottesca e imprevedibile, ma non riesce a imprimere la stessa inquietante presenza scenica di Immortan Joe. Anya Taylor-Joy, con il suo sguardo intenso e la sua fisicità, rende Furiosa una protagonista silenziosa e determinata, anche se il suo arco narrativo sembra meno incisivo rispetto a quello di Charlize Theron in Fury Road.

Uno degli aspetti che penalizzano il film è l’uso eccessivo della CGI, che toglie parte del fascino grezzo e tangibile degli effetti pratici che hanno reso Fury Road un’esperienza viscerale e realistica. Alcune sequenze risultano spettacolari ma meno immersive, dando un senso di artificiosità alle ambientazioni e alle scene di combattimento.

Nonostante alcune debolezze narrative e stilistiche, Furiosa resta un’aggiunta avvincente all’universo di Mad Max. Pur non riuscendo a eguagliare l’energia travolgente di Fury Road, il film offre una costruzione del mondo più dettagliata e un viaggio emozionale che, seppur non sempre coinvolgente, arricchisce il mito della guerriera del deserto. Con George Miller ancora al timone, la saga mantiene il suo stile unico, anche se questa volta il motore gira con un po’ meno potenza.

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