Attori morti nel 2016

Michael Massee (1952-2016) Noto per essere l’uomo che accidentalmente uccise Brandon Lee, rimase scosso dall’incidente e cadde in una profonda crisi depressiv. Tuttavia il dramma fu un episodio accidentale e Massee non fu accusato di omicidio poiché ignaro del fatto che l’arma fosse difettosa. Ritiratosi per un anno dalle scene, riprese l’attività interpretando ruoli secondari in film come Seven, Amistad, Catwoman, The Game, The Amazing Spider-Man, The Amazing Spider-Man 2 e lavorò in molte serie TV statunitensi tra cui Alias, 24, Criminal Minds e Rizzoli & Isles.

Joe Santos (1931-2016) Iniziò come giocatore di football prima di cominciare a recitare apparendo in alcuni film diretti dal cugino, Joseph W. Sarno. Caratterista, il suo primo ruolo rilevante sul grande schermo è stato nel film drammatico con Al Pacino Panico a Needle Park (1971), ma la popolarità la ottenne in tv, con la famosa serie televisiva Agenzia Rockford (1974-1980), dove interpretava il detective Dennis Becker in 108 episodi della serie. La sua carriera si è svolta da allora prevalentemente sul piccolo schermo interpretando oltre ad Agenzia Rockford, Sulle strade della California, Hardcastle & McCormick, MacGyver, due episodi de La signora in giallo, Hill Street giorno e notte, Magnum PI, I Soprano.

Frank Finlay (1928-2016) Attore teatrale oltre che cinematografico, fu candidato all’Oscar come migliore attore non protagonista per Otello (1965), in cui recitava accanto a Laurence. Fu interprete teatrale nella versione inglese di Sabato, domenica e lunedì di Eduardo De Filippo, accanto a Joan Plowright e Olivier, nonché della versione inglese di Filumena Marturano, ancora con la Plowrightm entrambi con la regia di Zeffirelli. In Italia è conosciuto per essere stato il protagonista di La chiave, di Tinto Brass, interpretato accanto a Stefania Sandrelli.

David Huddleston (1930-2016) È principalmente ricordato per film come Il grande Lebowski, La storia di Babbo Natale, per il ruolo dell’irascibile capitano McBride in I due superpiedi quasi piatti, e per il ruolo del fantomatico capo della CIA di Miami denominato “Tigre” in Nati con la camicia (1983), in entrambi i quali recitò con la coppia formata da Bud Spencer e Terence Hill.

Bill Nunn (1953-2016) Cominciò a recitare nei primi anni Ottanta e raggiunse una certa notorietà col suo terzo film, Fa’ la cosa giusta, film del 1989 di Spike Lee, dove interpretava il ruolo di Radio Raheem, un ragazzo che si aggirava per il quartiere con uno stereo portatile in cui faceva suonare “Fight the Power” dei Public Enemy. Dopo Fa’ la cosa giusta recitò in Glory di Edward Zwick, in Cadillac Man, in Sister Act (l’altro ruolo che lo fa ricordare al pubblico) e in Mad City – Assalto alla notizia. Lavorò con Spike Lee anche in He Got Game del 1998 e con Giuseppe Tornatore in La leggenda del pianista sull’oceano. Gli ultimi film a cui partecipò furono i due Spider-Man diretti da Sam Raimi e Una scuola per Malia, film del 2012 di Daniel Barnz.

Anton Yelchin (1989-2016) All’età di 9 anni ottiene il suo primo ruolo; successivamente recita una piccola parte in A Time for Dancing e nel 2001 ricopre un ruolo minore in 15 minuti – Follia omicida a New York con Robert De Niro e Edward Burns. Sempre nel 2001 lavora al fianco di Morgan Freeman in Nella morsa del ragno e con Anthony Hopkins in Cuori in Atlantide; per quest’ultimo film ha ricevuto critiche lusinghiere e ha ottenuto uno Young Artist Award. In seguito lavora in alcune serie TV come Taken e Huff. Nel 2006 fa parte del cast del film di Nick Cassavetes Alpha Dog. Nel 2007 è il protagonista di una commedia sui problemi adolescenziali, Charlie Bartlett. Nel 2009 interpreta il ruolo di Pavel Chekov nell’undicesimo film di Star Trek, prodotto e diretto da J. J. Abrams, e il ruolo di Kyle Reese in Terminator Salvation di McG. Successivamente riprende il ruolo di Pavel Chekov in Into Darkness – Star Trek (2013) e Star Trek Beyond (2016). Il corpo senza vita di Yelchin è stato trovato la mattina del 19 giugno 2016, incastrato tra la sua automobile e una cassetta della posta in mattoni, all’esterno della sua villa nella San Fernando Valley. La strada che conduce alla sua villa è su un piano inclinato e l’auto era in folle e con il motore acceso al momento del ritrovamento.

George Kennedy (1925-2016) Vinse il premio Oscar al miglior attore non protagonista nel 1968 per la sua interpretazione in Nick mano fredda (1967). Fra i ruoli che lo hanno reso maggiormente noto si ricordano sicuramente quello di Joe Patroni veterano pilota aeronautico ed esperto meccanico nei quattro film della serie catastrofica inaugurata da Airport (1970), e quello di Ed, il collega ed amico di Leslie Nielsen nei tre film della serie Una pallottola spuntata. Nella sua carriera ha preso parte a molte serie TV, tra cui Dallas. Nel 2003 ha recitato nella soap opera Febbre d’amore. Tra i suoi ultimi film è da ricordare Non bussare alla mia porta, diretto nel 2005 da Wim Wenders.

Michel Galabru (1922-2016) Nel 1950, entrò a far parte della Comédie-Française, rimanendovi fino al 1957 ma fece il suo debutto cinematografico nel 1949 con ruoli secondari. Dall’inizio degli anni 60, pur continuando a recitare in teatro, si dedicò con maggiore frequenza al cinema, segnalandosi come uno dei più duttili attori comici francesi. Spesso interprete di ruoli di supporto ai protagonisti, recitò con grande successo nella saga I gendarmi di Saint-Tropez (1964-1982), una serie di commedie accanto a Louis de Funès. La sua aria burbera, dai modi ostentati e seriosi, e il suo volto dalle gote cascanti gli consentono caratterizzazioni particolarmente riuscite, come quella del deputato moralista ne Il vizietto (1978). Attore particolarmente prolifico, con oltre 150 ruoli in produzioni di ogni tipo, ebbe rare occasioni di imbattersi in registi-autori. Tra le eccezioni, la drammatica interpretazione dello squilibrato violentatore nel film Il giudice e l’assassino (1976), di Bertrand Tavernier, che gli consentì di vincere nel 1977 il Premio César per il migliore attore. L’attore ha recitato in alcune occasioni in Italia: ne Il gatto (1978) di Luigi Comencini e in Sono fotogenico (1980) di Dino Risi. Attivo anche in televisione, in tempi più recenti è apparso sugli schermi nel ruolo del capo gallico in Asterix e Obelix contro Cesare (1999) e nella commedia Giù al Nord.

Robert Vaughn (1932-2016) Dopo essere giunto in finale in una gara interuniversitaria di recitazione radiofonica, stabilitosi in California si iscrisse al Los Angeles City College per studiare arte drammatica. Divenuto in seguito primattore dell’Albuquerque Summer House Theatre, ricevette la prima proposta cinematografica per il film western I quattro cavalieri del terrore (1957), cui seguì una buona caratterizzazione in un altro western, Domani m’impiccheranno (1958). Fece il suo debutto sul piccolo schermo nel 1955 nella serie TV Medic, il primo di più di 200 ruoli che interpreterà in episodi di celebri serie televisive. Dal 1964 al 1968 si affermò sul piccolo schermo nella serie di spionaggio Organizzazione U.N.C.L.E., impersonando Napoleon Solo, agente segreto elegante e dai modi pacati e calcolati. Attivo anche in campo cinematografico, nel 1960 ebbe una nomination all’Oscar al miglior attore non protagonista e una candidatura al Golden Globe per il miglior attore non protagonista per il ruolo di Chester Gwynn, un erede a cui viene sottratta l’eredità nel film I segreti di Filadelfia (1959) e interpretò Lee, uno dei pistoleri ingaggiati per proteggere i contadini di un povero villaggio messicano nel western I magnifici sette (1960). Affidabile e solido comprimario, fu candidato anche al BAFTA al miglior attore non protagonista per il poliziesco Bullitt (1968), mentre sugli schermi televisivi fu protagonista della serie Gli invincibili (1972-1974) e della quinta stagione di A-Team (1986-1987). Nel 1983 interpretò il villain nel terzo film della saga di Superman.

Gene Wilder (1933-2016) Nato in una famiglia di ebrei russi immigrati, iniziò a recitare in teatri di periferia prima di entrare al prestigioso Actors Studio. Il suo primo ruolo cinematografico è poco più che una comparsata in Gangster Story. Nel 1963 viene scritturato nel ruolo principale dello spettacolo teatrale Madre Coraggio e i suoi figli al fianco di Anne Bancroft, che gli presenta Mel Brooks. Brooks gli rivela di stare lavorando alla sceneggiatura di Primavera per Hitler e gli promette che sarebbe stato la prima scelta nel ruolo di Leo Bloom. Dopo tre anni, la promessa viene mantenuta e Wilder ottiene il primo ruolo da protagonista. Il film è Per favore, non toccate le vecchiette, del 1968, anche per Mel Brooks è l’opera prima da regista e sceneggiatore. Per la sua interpretazione riceve la nomination all’Oscar come miglior attore non protagonista, mentre il film si aggiudica la statuetta per la miglior sceneggiatura originale. Inizia così la proficua collaborazione tra i due. Uno dei ruoli più importanti della carriera di Gene Wilder lo vede protagonista nel 1971 del film Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato, di Mel Stuart. La pellicola in origine fu un flop commerciale, probabilmente a causa di un umorismo a tratti crudele, ma col tempo è diventato un film di culto. Wilder ritrova il successo commerciale nel 1972 grazie al film di Woody Allen Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso (ma non avete mai osato chiedere). All’indomani del film inizia a lavorare a un copione intitolato Young Frankenstein. Dopo averne scritto un canovaccio di due pagine contatta Mel Brooks, dubbioso perchè reduce da due flop in quattro anni. Alla fine accetta. Mentre Frankenstein Junior è nella fase preparatoria e Mel Brooks è impegnato nelle riprese di Mezzogiorno e mezzo di fuoco, Wilder è chiamato a interpretarvi il ruolo di Waco Kid sostituendo il protagonista Gig Young, troppo malato per completare le riprese. I due film escono a distanza di pochi mesi, nel 1974, e sono due grandi successi commerciali. Frankenstein Junior regala a Wilder e Brooks una nomination all’Oscar per la miglior sceneggiatura non originale. Durante le riprese di Frankenstein Junior Wilder pensa a una commedia romantica con protagonista il fratello di Sherlock Holmes, idea che porterà al suo debutto da regista con Il fratello più furbo di Sherlock Holmes, nel 1975. Nel 1976 nasce la coppia comica con Richard Pryor per il film Wagons-lits con omicidi. Nel 1977 è la volta della sua seconda regia, Il più grande amatore del mondo, ispirata al film di Fellini Lo sceicco bianco, che si rivela un insuccesso. Nel 1979 viene diretto da Robert Aldrich nella commedia Scusi, dov’è il West? dove duetta con Harrison Ford, che aveva sostituito in fase di pre-produzione John Wayne. Nel 1980 Sidney Poitier convince Wilder e Pryor a fare un nuovo film insieme. Nessuno ci può fermare. Nel frattempo Poitier e Wilder sono diventati amici, e scrivono insieme la sceneggiatura del loro successivo film Hanky Panky – Fuga per due dove Wilder conosce la futura compagna di vita Gilda Radner, morta prematuramente di tumore. Dopo Hanky Panky dirige il terzo film, La signora in rosso, che nonostante le brutte critiche ottiene un grande successo di pubblico. La quarta e ultima regia, Luna di miele stregata del 1986, è invece un flop. La TriStar Pictures nel frattempo propone un nuovo film in coppia con Pryor, che Wilder accetta solo a condizione di riscrivere il copione. Il risultato è Non guardarmi: non ti sento, uscito nel 1989 e ultimo grande successo commerciale dell’attore. La critica apprezza la recitazione ma boccia la sceneggiatura. Dopo la commedia Bebè mania gira nel 1991 l’ultimo film con Pryor, Non dirmelo… non ci credo, che rappresenta l’unico flop della coppia e nel quale è visibile il deterioramento fisico di Pryor dovuto alla sclerosi multipla. Il film è l’ultimo ruolo da protagonista per Pryor e l’ultimo film per Wilder. Nel 1994 è protagonista della sitcom Quel pasticcione di papà, che riceve critiche mediocri e dura una sola stagione. Nel 1996 torna dopo più di vent’anni a recitare in teatro. Compare come guest star nel telefilm Will & Grace nei panni di Mr. Stein, ruolo per cui vince un Emmy.


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