A quiet place – Giorno 1

Il nostro parere

A quiet place – Giorno 1 (2024) ITA di Michael Sarnoski


Quando New York City viene invasa dagli alieni, una donna e altri sopravvissuti cercano di trovare la salvezza. Presto imparano che devono rimanere assolutamente in silenzio, poiché le misteriose creature sono attratte dal suono.


“A Quiet Place: Giorno 1”, diretto da Michael Sarnoski, è un capitolo che tenta di espandere l’universo narrativo della serie, ma non riesce a raggiungere la profondità e la tensione emotiva dei suoi predecessori. Pur introducendo alcune idee intriganti e affidandosi a due performance convincenti, il film sembra più una bozza preliminare di un’opera più ricca e complessa che una pellicola pienamente compiuta.

Sarnoski, noto per il toccante Pig, dimostra una mano delicata nei momenti intimi e malinconici dei personaggi, solitamente carenti in blockbuster di questo tipo. Tuttavia, le sequenze d’azione, fondamentali per un film di sopravvivenza, si rivelano talvolta un limite. Ciò che poteva facilmente diventare un semplice prodotto commerciale dimostra, tuttavia, di avere ambizioni più elevate, proponendo interrogativi provocatori sull’importanza di ciò che conta veramente quando il mondo crolla.

Lupita Nyong’o interpreta Sam, una paziente terminale di cancro che si avventura a Manhattan per un ultimo assaggio della vita, tra cui una fetta di pizza newyorkese, simbolo di felicità e normalità. Accanto a lei, un sorprendente Joseph Quinn, che presta il volto a Eric, un giovane in preda al panico. Entrambi gli attori regalano performance fisiche ed espressive di grande impatto, comunicando emozioni e dinamiche in un contesto di quasi totale silenzio. Tuttavia, il film si affida troppo alle loro capacità interpretative, lasciando poco spazio a una narrazione ben sviluppata.

L’idea di inserire Sam come paziente terminale aggiunge una dimensione interessante alla lotta per la sopravvivenza: quanto si può combattere per vivere quando si è già condannati? Allo stesso modo, il film suggerisce interrogativi profondi su come mantenere il silenzio in una delle città più rumorose del mondo, ma non li sviluppa adeguatamente.

Non mancano momenti di forte impatto emotivo, come la scena con Henri (Djimon Hounsou), personaggio di A Quiet Place 2, che si trova a dover prendere decisioni estreme per proteggere la propria famiglia. Tuttavia, questi momenti rimangono isolati, mai intrecciati in un tessuto narrativo solido. La durata del film, appena 99 minuti, si rivela insufficiente per un’adeguata costruzione dei personaggi, del mondo e della tensione.

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