Largo Winch – Il prezzo del denaro
Largo Winch – Il prezzo del denaro (2024) FRA di Olivier Mappet-Depasse
Il miliardario e avventuriero Largo Winch (Tomer Sisley) si trova ad affrontare la minaccia più pericolosa della sua carriera. Un enigmatico avversario, Ezio Burntwood (James Franco), emerge dal suo passato con un piano di vendetta meticolosamente orchestrato. L’attacco inizia con il rapimento del figlio quindicenne di Largo, Noom, un atto che si rivela essere solo la prima mossa in una complessa partita finanziaria e personale. Per salvare il figlio e il suo impero, Largo è costretto a una caccia all’uomo che lo porterà ai quattro angoli del globo, costringendolo a fare i conti con i fantasmi della sua stessa fortuna.
C’è un’onestà quasi disarmante nel riconoscere Largo Winch – Il prezzo del denaro per quello che tenta di essere: un Bond movie a bassa fedeltà. Il film di Olivier Masset-Depasse, terzo capitolo delle avventure del miliardario “etico” creato da Jean Van Hamme, parte da questa premessa ma, sfortunatamente, sembra rendersi conto troppo tardi di non avere né i mezzi né l’arguzia per sostenere il nobile modello di riferimento.
Dopo una discreta sequenza d’apertura si parte con una caccia all’uomo infinita e ripetitiva. Il problema centrale del film risiede in uno scollamento evidente tra ambizione e budget. Quando il racconto dovrebbe esplodere in uno spettacolo globe-trotting, la messa in scena è costretta a ritirarsi. Invece di fare tesoro delle proprie ristrettezze, magari lavorando di sottrazione o su coreografie più ingegnose (come tenta di fare, con esiti goffi, un inseguimento in slittino), il film ripiega su anonime risse in stanze chiuse e su buchi di sceneggiatura che sfiorano l’involontariamente comico (la gestione della logica narrativa in alcune scene d’azione è, a essere generosi, approssimativa).
Anche sul piano tematico, il film non sa decidersi. Inizia come un revenge movie action, vira brevemente verso il buddy movie avventuroso con l’ingresso di un’attivista/influencer (personaggio dalle buone intenzioni ma narrativamente inerte), accenna al coming-of-age e infine prova la carta del thriller economico à la Wall Street, senza però mostrare mai un reale interesse per i numeri o la finanza.
Il risultato è un appiattimento generale che contagia anche il cast. Sisley e James Franco offrono performance stanche, quasi un calco svogliato di ruoli passati. Largo Winch – Il prezzo del denaro finisce così per disaffezionarsi alla sua stessa storia, un progetto meccanico che fatica a trovare una ragione d’essere nel panorama action contemporaneo.
