10 personaggi del cinema italiano morti nel 2024
1. Roberto Leoni (Roma, 16 novembre 1940 – Roma, 5 marzo 2024) Ha scritto più di 70 sceneggiature, tra le quali quelle di alcuni film cult come Santa Sangre di Alejandro Jodorowsky, Mio caro assassino di Tonino Valerii, il gangster movie internazionale Un uomo da rispettare con Kirk Douglas, il “western crepuscolare” California con Giuliano Gemma e infine Vieni avanti cretino di Luciano Salce con Lino Banfi. Scrittore, esordisce alla sceneggiatura con la messa in scena di un racconto grottesco che diventa il film Eat It. Dopo questo esordio, scrive per il cinema, ma anche per la radio. Leoni è anche regista e autore di film per la TV e per il cinema (tra cui Favola crudele con John Savage e Claudia Gerini e Dalla parte giusta con Catherine Spaak, Luca Ward e Myriam Catania).
2. Adriano Aprà (Roma, 18 novembre 1940 – Roma, 15 aprile 2024) Critico, saggista, organizzatore culturale, fondò e diresse la rivista Cinema e Film, definita rivista sorella dei Cahiers du cinéma in un articolo ricordo apparso su questa stessa rivista firmato da Jean Narboni. Curò libri su André Bazin, Jean-Luc Godard, Marco Bellocchio, Raffaello Matarazzo, Andy Warhol, Straub e Huillet, Alessandro Blasetti, Pietro Germi, Roberto Rossellini. Diresse dal 1977 al 1989 il Salso Film & TV Festival, dal 1990 al 1998 la Mostra internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro, dal 1998 al 2002 la Cineteca Nazionale. Regista del lungometraggio Olimpia agli amici (1970) e del documentario Rossellini visto da Rossellini (1992), fu anche attore in film di Bernardo Bertolucci (Amore e rabbia, episodio Agonia) e Marco Ferreri (Dillinger è morto e Il seme dell’uomo), Straub e Huillet (Othon) e Francesca Archibugi (Questione di cuore). Fu professore di Storia del cinema italiano all’Università di Roma Tor Vergata dal 2002 al 2008.
3. Sergio Donati (Roma, 13 aprile 1933 – Mentana, 13 agosto 2024) Si iscrisse a giurisprudenza nel 1955, ma già iniziando a scrivere i suoi primi romanzi. Benché i romanzi avessero ottenuto un discreto successo, decise di abbandonare la scrittura di libri e si trasferì a Milano. Iniziò ben presto a fare carriera, e partendo da semplice copywriter, divenne un produttore televisivo. Da quel momento la sua carriera ebbe un notevole sviluppo: ottenne infatti numerose richieste come sceneggiatore in diversi film. Rifiutò sceneggiatura di Per un pugno di dollari (1964). Il film ebbe però uno straordinario successo e Leone contattò di nuovo Sergio Donati per la sceneggiatura del seguito, Per qualche dollaro in più (1965). Il sodalizio con Leone durò diversi anni e benché nei primi due film in cui collaborò (Per qualche dollaro in più e il successivo capolavoro Il buono, il brutto, il cattivo) il suo nome non comparisse tra gli sceneggiatori ufficiali, Donati acquisì sempre maggiore notorietà nell’ambiente. Nei successivi capolavori di Sergio Leone, C’era una volta il West (1968) e Giù la testa (1971) poté firmare anch’egli la sceneggiatura. La sua fama divenne tale da ricevere proposte anche dall’estero e collaborò con registi del calibro di Michael Anderson, John Irvin e John Guillermin. Fu docente di cinema presso la Scuola di scrittura Omero, per la quale nel 2007 pubblicò il libro C’era una volta il West (ma c’ero anch’io), una retrospettiva degli anni passati a stretto contatto con Sergio Leone.
4. Claudio Mancini (Roma, 24 marzo 1928 – Roma, 28 giugno 2024) Lavorò per più di sessant’ anni nell’industria cinematografica. A 20 anni iniziò la carriera come comparsa, da comparsa diventò elettricista, capo elettricista, segretario di produzione, produttore esecutivo, rappresentante del produttore, organizzatore generale e produttore. Lavorò in 121 film per il cinema e 108 film per la televisione. Affiancò, tra gli altri, Sophia Loren, Gigi Proietti, Robert De Niro, Sylvester Stallone, Charles Bronson, Ennio Morricone, Bernardo Bertolucci, Federico Fellini, Pier Paolo Pasolini, Sergio Leone, Damiano Damiani, Giuliano Montaldo. Per la televisione lavorò come produttore esecutivo a buona parte degli episodi del Commissario Montalbano. Produsse Giù la testa di Sergio Leone, La proprietà non è più un furto di Elio Petri, Il giocattolo di Giuliano Montaldo e altri. Nel colossal di Sergio Leone C’era una volta in America svolse il doppio ruolo di produttore esecutivo e “line producer”.
5. Galliano Juso (Alberona, 18 aprile 1937 – Roma, 10 novembre 2024) Fu attivo nella produzione cinematografica dagli anni settanta, dapprima per la Cinemaster, e dal 1985 per la Metro Film. Divenne noto soprattutto per essere stato il produttore di film poliziotteschi e di trash, e dei primi sei film con protagonista Tomas Milian nei panni del maresciallo Nico Giraldi, girati tra il 1976 e il 1979. Nella sua lunga e prolifica attività fu anche produttore di film comici, di cui si ricorda soprattutto I carabbinieri di Francesco Massaro (1981), e pellicole a sfondo erotico, quali W la foca di Nando Cicero (1982) e Profumo di Giuliana Gamba (1987). Fu inoltre soggettista dei film La città sconvolta: caccia spietata ai rapitori di Fernando Di Leo (1975), La via della droga di Enzo G. Castellari (1977), La signora della notte di Piero Schivazappa (1986), dove collaborò anche alla sceneggiatura, insieme al regista Schivazappa, Chicken Park di Jerry Calà (1994), Workers – Pronti a tutto di Lorenzo Vignolo (2012).
6. Elena Mannini (Firenze, 22 luglio 1938 – Firenze, 22 agosto 2024) Ha studiato pittura murale all’Istituto d’Arte. Debuttò come costumista, a diciassette anni, nel film del 1955 Giovanna di Gillo Pontecorvo. Collaborò a più di duecento produzioni, tra film, opere liriche, sceneggiati televisivi, spettacoli di prosa e di balletto, sia in Italia che all’estero: suoi sono i costumi di film come Profondo rosso e Le cinque giornate di Dario Argento, o Un viaggio chiamato amore di Michele Placido (per il quale ha avuto anche la nomination al David di Donatello e al Nastro d’argento), come pure di allestimenti teatrali come l’Orlando furioso di Luca Ronconi. Nel corso della sua lunga carriera ha alternato l’attività pratica di costumista con l’insegnamento di questa disciplina all’Istituto d’arte e all’Accademia di belle arti di Firenze, all’Accademia nazionale d’arte drammatica “Silvio D’Amico” di Roma. Ecco uno spettacolo dove ha lavorato
7. Salvatore Piscicelli (Pomigliano d’Arco, 4 gennaio 1948 – Roma, 21 luglio 2024) Dopo aver intrapreso l’attività di critico cinematografico, debuttò come documentarista con La canzone di Zeza (1976) e il successivo La canzone di Marcello, dove è forte una matrice politica e sociale. Esordì nel lungometraggio nel 1979 con Immacolata e Concetta – L’altra gelosia, che ottenne numerosi riconoscimenti tra cui il Pardo d’argento al Locarno Film Festival. Il film, ispirato a un fatto di cronaca accaduto a Pomigliano, narra con stile asciutto le vicende di due donne omosessuali in una dimensione sociale e urbana arretrata. Del 1981 fu Le occasioni di Rosa, presentato in concorso alla 38ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, che vide l’esordio di Marina Suma premiata con il David di Donatello. Ancora una volta fu il sottoproletariato a essere protagonista della vicenda. Con il musicale Blues metropolitano del 1985 chiuse l’ideale trilogia dedicata a Napoli. Nel 1987 fu la volta di Regina, film drammatico e lacerante, interpretato dalla musa Ida Di Benedetto. Dopo il “pasoliniano” Baby gang del 1992, rallentò l’attività registica. Tornò al cinema nel 1999 con Il corpo dell’anima. Nello stesso periodo scrisse e produsse l’originale “pulp-vesuviano” Rose e pistole, diretto dalla compagna Carla Apuzzo. Nel 2001 uscì lo sperimentale Quartetto, girato in digitale secondo i dettami del Dogma 95 di Lars von Trier. L’autobiografico Alla fine della notte, con protagonista Ennio Fantastichini, uscì nel 2003. Il suo ultimo film è Vita segreta di Maria Capasso (2019).
8. Vera Pescarolo (Milano, 28 novembre 1930 – Roma, 25 aprile 2024) Nata a Milano nel 1930 dall’attrice Vera Vergani, era la sorella del produttore cinematografico Leo Pescarolo. Lavorò nel mondo del cinema come attrice, produttrice, sceneggiatrice, aiuto regista e direttrice del casting. Per circa sessantacinque anni portò avanti un sodalizio artistico con suo marito Giuliano Montaldo, di cui fu collaboratrice e musa: tra le opere a cui lavorarono insieme si ricordano la miniserie televisiva Marco Polo e i film Sacco e Vanzetti, Giordano Bruno, L’Agnese va a morire e L’industriale, loro ultima fatica.
9. Angelo Nicotra (Roma, 10 aprile 1948 – Roma, 8 marzo 2024) Era fratello dell’attore e regista Giancarlo Nicotra. Recitò nei film La domenica della buona gente e La casa stregata e nei telefilm Carabinieri e Il maresciallo Rocca, fra gli altri. Dotato di una voce ruvida, doppiò Morgan Freeman, Danny Glover, Forest Whitaker, John Goodman, Jeffrey Tambor, Richard Jenkins e molti altri attori. Fu voce anche di personaggi d’animazione come Mr. Potato nella saga Toy Story, Gonzo del Muppet Show (dal 1981 al 2021), il dottor Zoidberg nella settima stagione di Futurama. Fu direttore del doppiaggio di film quali Monty Python – Il senso della vita e la versione estesa di Robin Hood – Principe dei ladri, nonché di serie TV come Boston Legal e In viaggio nel tempo.
10. Daniele Segre (Alessandria, 8 febbraio 1952 – Torino, 4 febbraio 2024) Di famiglia ebraica osservante, iniziò la sua attività come fotografo, per passare poi negli anni settanta al cinema di documentazione sociale realizzando documentari, film di fiction, servizi per la televisione. Nel 1981 fondò la società di produzione I Cammelli e nel 1989 la Scuola video di documentazione sociale I Cammelli. Nel 1999 fu il regista di A proposito di sentimenti prodotto da AIPD (Associazione Italiana Persone Down). Il suo film Morire di lavoro del 2008 fu proiettato in anteprima alla Camera dei deputati e al Parlamento europeo di Strasburgo. Il 17 settembre 2012 il film È viva la Torre di Pisa fu presentato come evento speciale al 64 Prix Italia a Torino. L’8 novembre 2012, presso il Quirinale, Daniele Segre ricevette il Premio Solinas – Premio Documentario per il cinema-medaglia del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il 29 novembre 2012 il Premio alla carriera Maria Adriana Prolo in occasione del Torino Film Festival. Dal 2014 Segre fu il direttore della sede distaccata della Scuola Nazionale di Cinema del Centro Sperimentale di Cinematografia, a L’Aquila (Corso di Reportage Audiovisivo). Nel 2015 realizzò Morituri, film completante la trilogia composta da Vecchie e Mitraglia e il verme. Nel 2016 realizzò Nome di battaglia donna, dove raccolse le testimonianze di donne partigiane che hanno partecipato alla Resistenza contro il fascismo e il nazismo tra il 1943 e il 1945.
