The Rythm section

Il nostro parere

The rythm section (2020) UK di Reed Morano


Dopo aver perso la famiglia in un attentato aereo, Stephanie Patrick (Blake Lively) cade in una spirale di autodistruzione fino a quando un giornalista le rivela che l’incidente non è stato casuale. Determinata a vendicarsi, si addestra sotto la guida di un ex agente segreto (Jude Law) e inizia la sua missione da assassina, cercando di smascherare i responsabili della tragedia.


The Rhythm Section è un thriller di spionaggio che, pur avendo le premesse per un racconto avvincente, si rivela un prodotto confuso e poco coinvolgente. Già il travagliato percorso produttivo, con continui rinvii della data di uscita, lasciava presagire problemi, e il risultato conferma ogni sospetto. Il film soffre di una narrazione disordinata, con un ritmo che alterna momenti di frenesia a fasi di totale stallo, senza mai trovare un equilibrio.

Blake Lively, pur impegnandosi nel ruolo della protagonista, offre un’interpretazione fredda e poco empatica, rendendo difficile per lo spettatore connettersi con il suo personaggio. Il tentativo di trasformarla in una spia letale risulta poco convincente, e il suo percorso di trasformazione è trattato in modo sbrigativo e poco approfondito. Anche il cast di supporto, con Jude Law nel solito ruolo del mentore cinico, non riesce a sollevare un copione pieno di cliché.

L’azione, seppur con qualche sequenza ben realizzata, è spesso penalizzata da scelte registiche discutibili, come l’uso di inquadrature in prima persona che creano più confusione che immersione. A livello tematico, il film manca di tensione e spessore emotivo.

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