Non sono quello che sono

Il nostro parere

Non sono quello che sono (2024) ITA di Edoardo Leo


Nei primi anni 2000, una banda criminale attiva sul litorale laziale è segnata da tensioni interne. Otello, un capo di origine nordafricana, sposa Desdemona di nascosto, scatenando l’ira di Iago, frustrato dall’aver visto Michele preferito a lui come vice. Per vendicarsi, Iago manipola Otello insinuandogli il sospetto di un tradimento da parte della moglie, conducendolo lentamente verso una spirale autodistruttiva di gelosia e violenza.


Edoardo Leo, noto principalmente per la sua esperienza nella commedia, si cimenta con un adattamento audace e drammatico del celebre “Otello” di Shakespeare. Questo progetto, a lungo accarezzato, colloca la tragedia nel mondo della criminalità romana, scegliendo un’ambientazione grigia e priva di coordinate precise, che amplifica il senso di claustrofobia e destino inevitabile. Pur mantenendo la fedeltà al testo originale, Leo lo trasforma attraverso un’accurata riscrittura in dialetto romanesco, conferendo autenticità e immediatezza ai dialoghi. La narrazione, incorniciata da un’intervista carceraria di Iago, permette di adattare il linguaggio teatrale al ritmo cinematografico senza perdere il carattere epico dell’opera.

La regia predilige uno stile realistico, con una fotografia plumbea e ambientazioni anonime che accentuano il senso di isolamento e ineluttabilità del destino dei protagonisti. L’interpretazione di Leo nei panni di Iago si distingue per intensità e cinismo, confermando la centralità di questo personaggio nell’adattamento. Il film si sofferma anche su tematiche attuali come il femminicidio e la xenofobia, evidenziando il rancore latente che muove Iago, non solo per ambizione, ma anche per un sottile pregiudizio razziale. Alcune scelte narrative, come l’alternanza tra passato e presente e l’uso di elementi contemporanei come la cronaca nera televisiva, offrono una lettura attuale del dramma seicentesco, rendendolo accessibile.

Nonostante qualche passaggio meno incisivo e una certa insistenza sulla figura di Iago a discapito di una più profonda introspezione di Otello, Leo dimostra di saper affrontare con maturità una tragedia classica.

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