Last words

Il nostro parere

Last words (2020) USA di Jonathan Nossiter


Nel 2086, l’umanità è quasi completamente scomparsa. L’ultimo sopravvissuto, un uomo africano, ricorda il periodo trascorso due anni prima a Parigi, nascosto con la sorella incinta in una stanza segreta. Quando lei diventa vittima di un gruppo di bambini, l’uomo parte per Bologna per scoprire il mistero di alcuni “nastri di plastica” pieni di immagini, trasformati dalla sorella in un braccialetto.Il viaggio lo conduce ad Atene, dove un misterioso “richiamo” sembra offrire una speranza per il futuro dell’umanità.


Adattamento del romanzo Mes derniers mots di Santiago Amigorena, Last Words è un’opera ambiziosa che mescola riflessioni sulla fine dell’umanità con un omaggio alla memoria del cinema. Presentato al Festival di Cannes 2020, il film si distingue per il cast internazionale (Nick Nolte, Alba Rohrwacher, Charlotte Rampling, Stellan Skarsgård) e l’ambientazione in un mondo devastato da desertificazione, inquinamento e conflitti.

Nonostante le premesse promettenti, il film si perde in una narrazione confusa e a tratti pretenziosa, incapace di approfondire i legami tra i personaggi e di creare momenti davvero emotivi. Le tematiche, dalla preservazione del cinema come memoria collettiva all’esaurimento delle risorse, sono trattate in modo dispersivo. Ciò che rimane è una sensazione di distacco e artificiosità, che rende difficile connettersi con i protagonisti e con le loro vicende.

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