La mia banda suona il pop – occasioni

Il nostro parere

La mia banda suona il pop (2020) ITA di Fausto Brizzi

La storia della burrascosa riunione dei Popcorn, mitico gruppo musicale degli anni Ottanta, a San Pietroburgo, si tinge di giallo trasformandosi nella più grande rapina di tutti i tempi.

Una bella idea con degli attori che spesso hanno splendidi tempi comici, talvolta con una affinità particolare dovrebbe essere sfruttata al meglio. Purtroppo in Italia non avviene (quasi) mai perchè si preferisce sempre guardare all’orticello della battuta facile, ai vezzi usuali per paura di non piacere al pubblico.

Questo film, infatti, poteva scegliere come modello Full monty, invece ha scelto come riferimento il cinepanettone sbagliando clamorosamente. Sulla carta c’erano tutti gli elementi per un’opera molto bella perchè c’era il riscatto, il confronto tra diversi caratteri, il passato che ritorna, i fallimenti, la rivincita. Che c’entrava la assurda idea della rapina che è pure sviluppata malissimo?

Brizzi ha avuto un’ottima idea, non nuova ma potenzialmente esplosiva e l’ha letteralmente buttata via. L’alchimia tra Ghini e De Sica poteva essere una bomba con battute eccellenti, il personaggio della Finocchiaro poteva essere magnifico con i giusti correttivi. Paolo Rossi liberato e lanciato sulla critica sociale poteva dare uno spunto di riflessione particolare.

Potevano… Invece non è stato e quindi è diventata la solita commedia che vive sulla bravura degli interpreti che sanno dare senso a ciò che senso non ha.

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