Indiscreet

Il nostro parere

Indiscreet (1931) USA di Leo McCarey


A New York, proprio la sera di Capodanno Geri decide di sbattere fuori di casa il fidanzato, un vero farfallone. Ovviamente lui si lamenta, si inalbera e si giustifica con frasi tipo “Un uomo deve pur vivere!”, ma lei, con una prontezza da far invidia, ribatte con un secco “Spesso mi sono chiesta perché fosse necessario in certi casi”. Dopo un’altra scenetta comica, il tipo se ne va, non prima di aver tentato una rimonta, andata a vuoto. Geri trova presto un nuovo fidanzato, un autore di successo. Il suo nuovo amore, però, ha delle convinzioni rigide e non vuole saperne nulla del passato di lei. Tutto fila liscio finché la sorella di Geri, Joan, si presenta con il suo nuovo fidanzato, che è proprio l’ex sbattuto fuori di casa.


A Gloria Swanson non si può dire nulla, è una grande, che riempie lo schermo e l’inquadratura con una disinvoltura disarmante. Anche quando canta, lo fa con una voce che incanta, forte e limpida, a dimostrazione che il passaggio dal muto al sonoro non è stato per niente un problema per lei, che aveva già un talento comico fuori dal comune. Però il film, in sé, è una specie di “vorrei ma non posso”, con una trama esile e una sceneggiatura un po’ troppo prudente.

Sebbene a tratti si avvicini al genere della screwball comedy e dia il meglio proprio nelle scene più folli e spassose, quelle che puntano tutto sullo slapstick puro, dall’altra parte non riesce a slegarsi dal conformismo del periodo. McCarey, che aveva già dimostrato la sua maestria nel genere con un film capolavoro come The Awful Truth, ci fa vedere diverse gag spassose. La sequenza dove la Swanson si esibisce in un numero da pazza, imitando una persona con problemi mentali per convincere i futuri suoceri della sorella che la sua famiglia è completamente fuori di testa, è un vero e proprio gioiello, un numero comico che da solo vale la visione.

La trama si risolve con un colpo di scena finale, in una scena romanticissima, che si conclude con un’altra gag , a dimostrazione che il talento comico di McCarey era già ben radicato, e che le sue scelte coraggiose, lo porteranno a diventare un maestro assoluto nel genere, che ha regalato al mondo dei film che hanno fatto la storia. Il regista, però, si affida un po’ troppo spesso a situazioni viste e riviste, con personaggi che non spiccano il volo e con dialoghi che, a volte, sembrano un po’ artefatti. Certo, si può notare una certa audacia per l’epoca, con la Swanson che si mostra un po’ troppo disinibita durante una scena sotto la doccia, cosa che sarebbe stata impensabile appena pochi anni dopo con l’entrata in vigore del Codice Hays, ma questo non basta per elevare il film al di sopra della media di un’epoca che, pur sfornando buoni prodotti, non sempre riusciva a osare.

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