Dieci attrici italiane morte nel 2024

  • Germana Dominici (Palermo, 1º dicembre 1946– Roma, 3 gennaio 2024) Iniziò la sua carriera nella C.D. negli anni sessanta, per poi diventare socia del Gruppo Trenta nel 1982. Tra le attrici da lei doppiate, Bette Midler, Kim Novak, Laura Gemser, Vanessa Redgrave, Fernanda Montenegro e anche Dalila Di Lazzaro. Tra i film La maschera del demonio, Il ragazzo del Pony Express, IntervistaGermana Dominici | Attrice | il Davinotti
  • Loredana Martinez (Roma, 20 gennaio 1947 – Roma, 19 settembre 2024) Il padre Corrado Martinez era direttore d’orchestra e musicologo. Debuttò come attrice a sedici anni, lavorando in teatro. Nel 1969 apparve per la prima volta in un film. Fu anche attiva in televisione. Tra i film Roma, Alfredo Alfredo, Caro Michele, Il buon soldato, Oci Ciornie.

  • Diletta D’Andrea (Roma, 8 febbraio 1942– Roma, 18 agosto 2024) Terza moglie di Vittorio Gassman dal quale ebbe un figlio, Jacopo. Precedentemente legata al regista Luciano Salce, apparve in diversi film, debuttando ne Il conte Max, al fianco di Alberto SordiDiletta d'Andrea, è morta l'attrice moglie di Vittorio Gassman - la Repubblica
  • Marisa Bartoli (Pola, 10 novembre 1937 – Trieste, 26 ottobre 2024) Si trasferisce alla fine degli anni ’50 a Roma per iscriversi all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica, per poi partecipare al Concorso Volti Nuovi indetto dalla Rai; questo le permette di debuttare nel piccolo schermo ne La sciarpa diretta da Guglielmo Morandi. Lavora anche nella prosa radiofonica; debutta nel cinema con il film La bambolona di Franco Giraldi e in tutto girerà 5 pellicole.Bild zu Marisa Bartoli - Bild Marisa Bartoli - Foto 0 von 2 - FILMSTARTS.de
  • Franca Nuti (Torino, 15 gennaio 1929 – Milano, 12 maggio 2024) Attiva prevalentemente in teatro, con oltre 200 commedie interpretate. Diplomata nel 1954 all’Accademia di Milano, alternò l’attività di recitazione a quella di insegnante. Recitò per diversi teatri stabili. Fra i registi che la diressero, figurano Franco Zeffirelli, Sandro Bolchi, Aldo Trionfo e Tino Buazzelli. Per la televisione interpretò nel 1970 Temporale di Strindberg, e fece parte nel 1975 del cast dello sceneggiato televisivo Marco Visconti, diretto da Anton Giulio Majano. In carriera ricevette diversi riconoscimenti. Tiro al piccione è il suo film.

  • Angela Pagano (Napoli, 1º aprile 1937 – Napoli, 6 luglio 2024) Incominciò a cantare accompagnando il trio di posteggiatori costituito dal genitore. Nel 1958 debuttò nella commedia con Eduardo De Filippo. Nel ’59 arrivò anche il suo debutto in televisione: l’attrice interpretò, infatti, ruoli secondari nelle commedie di Eduardo. Il successo giunse quando Patroni Griffi la scelse per recitare un testo di Franca Valeri, Le catacombe (1962 – 1963), e nel 1967 la chiamò per Napoli notte e giorno, lo spettacolo che segnò la riscoperta di Raffaele Viviani. Negli anni successivi lavorò per il cinema. Nel 1969 recitò in Il seme dell’uomo. Nel 2004 fu in Peperoni ripieni e pesci in faccia, accanto a Sophia Loren e F. Murray Abraham. In televisione fu interprete, nel 2006, della miniserie Assunta Spina di Riccardo Milani, e nel 2010 di Mannaggia alla miseria di Lina Wertmüller

  • Franca Bettoja (Roma, 14 maggio 1936 – Roma, 13 settembre 2024) La sua carriera, iniziata con una piccola parte nel film Un palco all’opera (1955), segnò la prima tappa importante grazie al ruolo di coprotagonista nel film L’uomo di paglia (1958) di Pietro Germi. Colpì la critica la sua interpretazione del difficile e tormentato personaggio di Rita, che seppe rendere anche nelle sue più difficili sfumature psicologiche, pur doppiata da Rita Savagnone. Il ruolo le valse la nomination alla Grolla d’oro come miglior attrice protagonista. Da allora girò diverse pellicole e partecipò a vari film di genere, tra cui Sandokan alla riscossa e Sandokan contro il leopardo di Sarawak, girati nel 1964 con la regia di Luigi Capuano. Nel 1962 venne candidata al Nastro d’argento alla migliore attrice non protagonista per il ruolo di Marcella nel film Giorno per giorno, disperatamente, del premio Oscar Alfredo Giannetti. Nel 1963 recitò accanto a Vincent Price nel film L’ultimo uomo sulla terra, considerato un cult. Fu apprezzata da registi come Ettore Scola, con cui girò Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa? (1968), e Marco Ferreri, che la diresse in Non toccare la donna bianca (1974). Nel 1972 sposò l’attore Ugo Tognazzi con cui aveva lavorato nel film Il fischio al naso, da lui diretto nel 1967, e dal quale aveva già avuto due figli, Gianmarco e Maria Sole. Dopo il matrimonio le sue partecipazioni cinematografiche si faranno sempre più rare: l’ultima sua apparizione sul grande schermo risale al 1993 in Teste rasate di Claudio Fragasso.

  • Paola Gassman (Milano, 29 giugno 1945 – Roma, 9 aprile 2024) Si dedicò quasi esclusivamente al teatro, a eccezione di alcune sporadiche ma significative apparizioni televisive in commedie e sceneggiati. Fu inoltre diretta dal padre Vittorio in spettacoli teatrali come Cesare o nessuno, Fa male il teatro e Bugie sincere e nel film Di padre in figlio. Con la ditta teatrale Pagliai-Gassman mise in scena molti spettacoli sia nel genere drammatico sia in quello comico e brillante. Recitò con registi quali Squarzina, Castri, Bolognini, Piccardi, Sciaccaluga, Ronconi, Maccarinelli

  • Maria Rosaria Omaggio (Roma, 11 gennaio 1954 – Roma, 30 giugno 2024) Di origini napoletane, inizia la sua attività giovanissima e diventa popolare grazie alla partecipazione a Canzonissima del 1973-1974 per passare poi al cinema e al teatro. Nel 1976 esordisce al cinema con Roma a mano armata e Squadra antiscippo, al fianco di Maurizio Merli e Tomas Milian. Tra i film interpretati La lozana andalusa di Vicente Escrivá; Culo e camicia di Pasquale Festa Campanile; Giocare d’azzardo di Cinzia TH Torrini; Le avventure dell’incredibile Ercole di Luigi Cozzi; Era una notte buia e tempestosa… di Alessandro Benvenuti; To Rome with Love di Woody Allen. Nel film Walesa – L’uomo della speranza di Andrzej Wajda ha il ruolo di Oriana Fallaci. Per la sua interpretazione ha vinto a Venezia il premio Pasinetti; l’Arechi d’oro al Festival internazionale del cinema di Salerno

  • Sandra Milo pseudonimo di Salvatrice Elena Greco (Tunisi, 11 marzo 1933 – Roma, 29 gennaio 2024) Nata a Tunisi, lì rimase fino al 1936 quando, costretta dalla guerra, torna in Italia. Nel 1948, a 15 anni, sposò il marchese Cesare Rodighiero; i due si separarono dopo soli 21 giorni dal matrimonio. Esordì al cinema accanto ad Alberto Sordi in Lo scapolo (1955) di Antonio Pietrangeli. Il primo ruolo importante arrivò nel 1959 grazie al produttore greco Moris Ergas, che poi la sposò: si tratta de Il generale Della Rovere, per la regia di Roberto Rossellini, in cui interpretava il ruolo di una prostituta al fianco di Vittorio De Sica. Un ruolo analogo fu quello ricoperto, nel 1960, in Adua e le compagne di Antonio Pietrangeli. Nello stesso anno fu diretta da Claude Sautet in Asfalto che scotta, con Lino Ventura e Jean-Paul Belmondo, iniziando così un’intensa e promettente stagione di film d’autore. Nel 1961 fu protagonista con Eduardo De Filippo, Vittorio Gassman e Marcello Mastroianni di Fantasmi a Roma, diretto da Antonio Pietrangeli. Nello stesso anno la sua carriera ebbe tuttavia una brusca interruzione dopo la stroncatura al Festival di Venezia di Vanina Vanini, di Roberto Rossellini. Il film, soprattutto la recitazione di Milo, venne accolto con aspre critiche e l’attrice fu da Enrico Lucherini soprannominata Canina Canini. Nel 1962 tornò al cinema con Il giorno più corto di Sergio Corbucci, a fianco di Totò, Eduardo e Peppino De Filippo, Jean-Paul Belmondo, Ugo Tognazzi, Aldo Fabrizi. Cruciale fu l’incontro con Federico Fellini, che contribuì alla sua maturazione artistica e con il quale cominciò anche una relazione clandestina durata 17 anni. Nei due capolavori 8½ (1963) e Giulietta degli spiriti (1965), recitò nei panni di una femme fatale, ironica e disinibita che incarnava l’immaginario erotico del regista. Per entrambi i film vinse il Nastro d’argento come miglior attrice non protagonista. Dopo le importanti esperienze con Fellini venne diretta, fra i tanti, da Luigi Zampa in Frenesia dell’estate (1963), Antonio Pietrangeli in La visita (1963), da Pasquale Festa Campanile e Massimo Franciosa in Le voci bianche (1964) e da Dino Risi in L’ombrellone (1965). Nel 1964 recitò accanto a Fernandel e Jean-Pierre Cassel, rispettivamente, in Ho una moglie pazza, pazza, pazza di Jean Boyer e …poi ti sposerò di Philippe de Broca. In seguito partecipò ad altri film di minore importanza, dopo i quali si allontanò dal cinema per circa un decennio. Dopo una lunga pausa, nel 1979 tornò al cinema recitando in alcune commedie di genere tra cui Grog (1982) di Francesco Laudadio. Intanto si delineava la sua nuova carriera televisiva. Nel 2003 tornò al cinema con il film Il cuore altrove di Pupi Avati. L’11 maggio 2021 le venne assegnato il premio David di Donatello alla carriera.

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