Bridget Jones – Un amore di ragazzo
Bridget Jones – Un amore di ragazzo (2025) UK di Michael Morris
Quattro anni dopo la scomparsa di Mark Darcy, Bridget Jones è ancora avvolta nella tristezza, cercando di dedicarsi ai suoi due figli. La vita della produttrice televisiva è stata sconvolta dalla perdita del compagno in Sudan, ma l’incontro con un giovane di nome Roxster riaccende in lei una nuova passione. Questa relazione porta con sé anche il ritorno al suo vecchio lavoro, donando un nuovo colore alla sua esistenza. Tuttavia, riuscirà una donna di mezza età a far funzionare l’amore con un ragazzo più giovane di oltre vent’anni?
La quarta iterazione cinematografica delle avventure di Bridget Jones fatica a trovare una coesione tra elementi di commedia a sfondo sessuale, romanticismo e dramma legato alla scomparsa del partner. Nonostante il successo letterario dell’opera di Helen Fielding, il ritorno del personaggio interpretato da Renée Zellweger appare poco incisivo, con dinamiche tra i personaggi che non beneficiano di un’ulteriore estensione narrativa.
Il tentativo di Michael Morris di recuperare lo spirito originario della serie si scontra con una sceneggiatura dalla prevedibilità marcata e da una difficoltà nell’evoluzione narrativa. L’elemento umoristico, distintivo dei precedenti capitoli, subisce un calo. Persino figure iconiche come Daniel Cleaver, interpretato da Hugh Grant, appaiono meno incisive, sebbene l’attore riesca a sfruttare al meglio le sue limitate scene con dialoghi caustici. Renée Zellweger evidenzia le debolezze della pellicola, offrendo una performance che manca della naturalezza precedente, risultando forzata nella gestualità e con un tono vocale poco convincente.
L’accumulo di stereotipi relativi alle problematiche dell’invecchiamento, alla diminuzione dell’attrazione fisica e alla difficoltà di conformarsi ai canoni estetici giovanili promossi dai media non contribuisce a elevare il messaggio del film.
Il film soffre di problematiche tipiche dei sequel, cercando di includere troppi elementi narrativi in un arco di tempo limitato. Personaggi familiari appaiono marginalmente e si desidererebbe una maggiore presenza di figure come Daniel Cleaver. Sebbene la sceneggiatura possa mancare di un approfondimento di alcune dinamiche emotive, come il lutto del figlio, Morris compensa con inserti sentimentali decisamente forzati e assai ruffiani.
