Alarum

Il nostro parere

Alarum (2025) USA di Michael Polish


Due ex spie, Joe e Laura, si innamorano e decidono di fuggire dalle rispettive agenzie governative per vivere una vita normale. Cinque anni dopo, durante una vacanza, si ritrovano catapultati nuovamente nel mondo dello spionaggio quando scoprono una chiavetta USB con informazioni top secret nel relitto di un aereo. Ben presto, vengono braccati da due fazioni rivali che vogliono a tutti i costi il dispositivo. Costretti a separarsi, devono lottare contro orde di sicari per salvarsi e riunirsi, mentre un vecchio conoscente di Joe, il cinico Chester, sembra essere sulle sue tracce con l’obiettivo di eliminarlo.



Il primo pensiero che salta in mente è che questo Alarum è un film d’azione senza azione e senza trama, perché tra le cose che accadono e l’incredibile incapacità con cui vengono messe in scena, ogni dettaglio svanisce dalla memoria meno di un’ora dopo averlo visto. La sceneggiatura di Alexander Vesha è di quelle che riescono a essere contemporaneamente prevedibili e confusionarie. Anche i momenti di azione sono roba da buttare, con coreografie che non esistono e una CGI così economica e posticcia da far sembrare i colpi di pistola ridicoli e finire per ridere di fronte a una scena che dovrebbe essere drammatica.

Per quanto riguarda il cast, la coppia protagonista Scott Eastwood e Willa Fitzgerald non ha granché da offrire. Va detto che non vengono nemmeno aiutati da una scrittura che li rende piatti e senza interesse. Quello che sconvolge è vedere Sylvester Stallone che usa il suo carisma per partecipare a un progetto così pigro e scadente, probabilmente solo per una comparsata e un bel gruzzoletto. La cosa più assurda è che c’è stato un tempo in cui si andava al cinema per vederlo recitare e i film che faceva avevano una trama. Qui fa sembrare la sua apparizione in Mercenari 4 quasi un capolavoro di impegno e dedizione.

L’unica cosa che si riesce a salvare in un certo senso, è che il film è diretto da un certo Michael Polish. Si, un tempo realizzava film indipendenti eccentrici e affascinanti. Progetti unici che dimostravano un’abilità non da tutti, ma siccome a Hollywood non è che apprezzino molto le visioni artistiche, da un po’ di tempo Polish sforna pessimi film. Se un film così fosse stato diretto da un esordiente, i peccati cinematografici si sarebbero potuti perdonare, o almeno sopportare. Ma vedere questi orrori compiuti da qualcuno che ha dimostrato di essere capace di fare un buon lavoro, trasforma un prodotto che altrimenti sarebbe stato solo una cialtronata in un’esperienza deprimente.

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