A working man
A working man (2025) USA di David Ayer
In “A Working Man”, Levon Cade, un ex soldato che cerca di lasciarsi alle spalle un passato burrascoso, si è rifugiato in una vita tranquilla come caposquadra in un cantiere edile. La sua pace viene però sconvolta quando la figlia del suo datore di lavoro, una figura quasi familiare, viene rapita. Levon è costretto a rispolverare le sue vecchie, letali, abilità per affrontare un mondo sotterraneo di criminali e recuperare la ragazza, in una corsa contro il tempo che lo riporta nel cuore dell’azione e del pericolo.
Se c’è una costante nel cinema moderno, è che Jason Statham non si smentisce mai. In “A Working Man”, il buon Jason torna a vestire i panni dell’eroe solitario dal passato oscuro, un cliché che, a furia di essere ripetuto, è diventato quasi un marchio di fabbrica. L’attore ha costruito una credibilità granitica in questo genere, ma a volte sembra quasi soffrire di una bulimia cinematografica, una coazione a ripetere lo stesso identico schema narrativo.
Il film di David Ayer non fa eccezione: Statham è Levon Cade, un ex militare che cerca pace e tranquillità come caposquadra. Ma ovviamente, la quiete è destinata a durare meno di un battito di ciglia, perché il rapimento della figlia del suo capo lo ributta nel frullatore dell’azione. Da lì in poi, è il solito, godibile, festival di scazzottate, inseguimenti e battute fulminanti, il tutto condito da un montaggio che a volte sembra più confuso di una mappa stradale disegnata da un bambino.
Nonostante la trama sia più prevedibile di un lunedì mattina, Statham riesce sempre a tenere incollato lo spettatore. Il suo carisma inossidabile e la sua innegabile abilità nelle scene d’azione, più brutali che spettacolari, compensano ampiamente le lacune di una sceneggiatura che sa di già visto. Insomma, “A Working Man” non sarà il film che rivoluzionerà il genere, ma è esattamente quello che ci si aspetta da un film di Statham: due ore di puro intrattenimento senza troppi grilli per la testa, un’esperienza che il fan del genere accoglierà con un sorriso, sapendo bene a cosa va incontro.
