Thelma

Il nostro parere

Thelma (2024) USA di Josh Margolin


In “Thelma”, facciamo la conoscenza di una nonnina sprint di 93 anni, Thelma, legatissima al nipote un po’ scansafatiche, Daniel. Tra i due scorre un’intesa che buca lo schermo, un legame intergenerazionale di quelli che di solito il cinema ci mostra solo quando il nipotino è ancora in fasce. Peccato, perché vedere un adulto alle prime armi interagire con una persona che ha visto la storia passare è spassoso.


Dietro la macchina da presa, alla sceneggiatura e al montaggio troviamo Josh Margolin, un debuttante al lungometraggio come Stand Up comedian! Il montaggio, infatti, ha un senso del ritmo comico niente male. Un tormentone del film gioca con i codici di “Mission: Impossible” (con tanto di Thelma che guarda Cruise saltare sui tetti europei, prendendo appunti per le sue future imprese), solo che qui la missione impossibile potrebbe essere semplicemente rialzarsi dopo una caduta. La gag assume un retrogusto malinconico se si pensa alla saga di Cruise come una battaglia contro l’inesorabile avanzare dell’età.

L’improbabile complice di Thelma è Ben, un vedovo un po’ noioso, vecchia conoscenza della donna, almeno finché lei non mette gli occhi sul suo scooterino rosso fiammante. Richard Roundtree, alla sua ultima apparizione cinematografica, evita accuratamente di scimmiottare il suo iconico John Shaft, dimostrando una notevole sobrietà da parte di Margolin. Invece, ci regala un personaggio a tutto tondo, attingendo a un registro che troppo raramente gli era stato concesso. Un’interpretazione deliziosa e un addio commovente.

Ma ovviamente, tutto il peso del film poggia sulle spalle di June Squibb, che con i suoi 78 anni di esperienza attoriale è una gioia per gli occhi. La sua Thelma non è una santa, non dispensa perle di saggezza e non rientra nella categoria macchiettistica della “vecchia pazza e divertente” tanto in voga nel cinema di un tempo. Sul finale non spoileriamo troppo, se non che il suo antagonista ha il volto di Malcolm McDowell, che riesce a rendere il suo cattivo al contempo buffo, triste e vagamente inquietante nella sua spietatezza. Thelma compie scelte discutibili nel suo rocambolesco viaggio, ma il suo rifiuto di arrendersi all’età e di farsi vittima la rende eroica quanto un giovanotto che salta da un tetto all’altro giusto per farci vedere di cosa è capace.

Il film è una commedia spassosa che però fa ridere raramente. Anzi, spesso ci si ritrova a pensare a quanti anziani intorno a noi lottano contro la stessa indifferenza e gli stessi pregiudizi, arrendendosi troppo spesso. Ma Margolin non vuole fare un dramma né tantomeno puntare il dito.

Ciò che rende “Thelma” così liberatorio e divertente è il modo in cui ribalta certi cliché. L’intento del regista si concretizza in una messa in scena calibrata con precisione. “Thelma” è un’esperienza piacevolissima che sa come tenersi alla larga dalla comicità più scontata. In una scena memorabile, la protagonista cade a terra, incapace di rialzarsi da sola a causa dell’età. Non fa ridere, ma non è nemmeno drammatico. È una sequenza che sottolinea quanto rispetto dovremmo ai nostri anziani. Un’idea rafforzata dalla scelta di June Squibb, una forza della natura di 94 anni che, dopo oltre 70 anni di carriera, qui interpreta il suo primo ruolo da protagonista.

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