The parenting

Il nostro parere

The parenting (2025) USA di Craig Johnson


Rohan e Josh, una coppia innamoratissima, decidono di portare le rispettive famiglie a conoscersi in una ridente magione di campagna, ignari che il loro nido d’amore è in realtà una casa infestata da un demone non proprio amichevole. Tra genitori agli antipodi, un’amica un po’ fuori di testa e un tentativo di proposta di matrimonio, il weekend si trasforma in un delirio paranormale dove urla e risate si mescolano in un cocktail esplosivo.


Il tentativo di miscelare horror e commedia è un classico, e spesso funziona, ma qui siamo ben lontani dal riuscirci. ‘The Parenting’ prova a strizzare l’occhio ai cult anni ’80 come ‘House’, ma l’omaggio sa più di scopiazzatura che di genuina ispirazione. Si vede che il film ha cercato di sfruttare i cliché del genere per far ridere, ma il più delle volte si limita a un umorismo pigro e poco incisivo. I fantasmi, in effetti, sono esteticamente gradevoli e sembrano usciti da un vero film horror, ma oltre questo c’è poco.

Il cast è un mix di alti e bassi. I due protagonisti, Nik Dodani e Brandon Flynn, sono piuttosto insipidi. La loro dinamica di coppia non convince, e la tensione tra le famiglie, che dovrebbe essere il fulcro comico, si traduce in battibecchi stereotipati e poco divertenti.

Poi ci sono i pesi massimi: Lisa Kudrow e Edie Falco, che fanno il loro compitino da “genitori agli antipodi”, ma senza vera brillantezza. Dean Norris si sforza di essere volgare e rozzo, ma il risultato è solo caricaturale. L’unico a salvarsi, e a tratti a elevare la pellicola, è Brian Cox. Il suo personaggio, posseduto e completamente fuori di testa, è l’unico che strappa qualche risata genuina, dimostrando ancora una volta il suo talento, pur in un contesto mediocre. E Parker Posey? La sua presenza è fugace e inspiegabilmente sottoutilizzata, un vero spreco per un’attrice del suo calibro.

Il film procede a un ritmo abbastanza svelto, e questo è un punto a suo favore, non ci si annoia. Ma la trama della maledizione è campata per aria e la risoluzione è frettolosa e poco credibile. E quella morale spicciola finale? Assolutamente posticcia. Insomma, un film passabile per chi non ha pretese, ma che difficilmente lascerà un ricordo duraturo. Diciamocelo, un cagnolino spiaccicato non basta a salvare un film altrimenti dimenticabile.

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