Sei fratelli
Sei fratelli (2024) ITA di Simone Godano
Cinque fratelli si riuniscono nella casa di famiglia dopo il suicidio del padre Manfredi Alicante. All’apertura del testamento scoprono di avere una sesta sorella, Luisa, della quale non sapevano nulla. E il testamento rivela un’altra grande sorpresa: ci sono solo debiti.
Con Sei fratelli, Simone Godano si misura con una narrazione corale e polifonica, esplorando le dinamiche di una famiglia allargata e disfunzionale costretta a confrontarsi con eredità materiali e affettive. Il film, ambientato tra le suggestive atmosfere di Bordeaux, si apre con il drammatico suicidio del patriarca Manfredi (Gioele Dix), un uomo dissoluto e carismatico la cui morte funge da catalizzatore per riunire sei fratelli nati da madri diverse. Tra conflitti mai sopiti, rancori urlati e segreti inaspettati, la famiglia deve fare i conti con un’eredità gravosa – un allevamento di ostriche in dissesto – e con le proprie fragilità.
La sceneggiatura, firmata dallo stesso Godano e da Luca Infascelli, si sviluppa attraverso episodi che alternano momenti di tensione a sprazzi di intimità e umorismo. Il cast corale, guidato da Riccardo Scamarcio, Adriano Giannini e Gabriel Montesi, dona credibilità ai personaggi, rappresentando archetipi come il cinico, il tradito, l’artista e la ribelle. Nonostante l’intensità di alcune scene – come il laser game o le cene cariche di tensione – il film fatica a mantenere un equilibrio tra commedia e dramma, oscillando tra profondità emotiva e artificiosità narrativa mancando talvolta di quel respiro autentico che avrebbe potuto trasformarlo in un’opera più incisiva, appesantito da una voce narrante troppo invadente e da un eccessivo didascalismo nel finale.
Nonostante questi limiti, il film riesce comunque a raccontare con delicatezza e ironia le complessità dei legami familiari, offrendo un’interessante riflessione sul significato di “essere adulti” e sul valore del sostegno reciproco, anche in una famiglia frammentata. Pur non reinventando il genere, Sei fratelli rappresenta un passo maturo e sincero per Godano e per il cinema italiano, capace di toccare corde emozionali attraverso una narrazione che alterna malinconia e speranza.
