Pan. Viaggio sull’isola che non c’è. Seconda stella a destra

Il nostro parere

Pan. Viaggio sull’isola che non c’è (2016) UK di Joe Wright

Peter Pan prima dell’arrivo di James Matthew Barrie, un prequel che racconta come Peter è diventato tale, come i bambini sono giunti sull’isola che non c’è e paventa il destino di Capitan Uncino. Questa l’idea di base che Joe Wright ha esplorato in un colorato film. Nella seconda guerra mondiale Peter è un trovatello che viene rapito da un gruppo di pirati che vivono in un mondo parallelo. Gli orfani sono usati per cercare la polvere di fate che il cattivo Teach vuole usare per essere immortale.

Il cinema di Wright è stato sempre ispirato a romanzi di grande spessore e forza. Elemento comune alle sue opere più riuscite l’ambientazione storica particolare che l’autore ricostruisce con grande accuratezza. Altro elemento la riduzione di opere letterarie di alto livello. In alcuni casi ha scelto la fedeltà assoluta (Espiazione), in altri lo sperimentalismo (Anna Karenina), ora la rielaborazione libera e fantasiosa. Il Teach che canta a squarciagola insieme alle centinaia di suoi uomini i Nirvana sono una concessione molto forte al classico romanzo, ma tutto si potrebbe reggere se vi fosse qualcosa di più di un’intuizione.

Infatti, l’apparato narrativo lavora a singhiozzo, lasciando buchi importanti come lo scarsamente caratterizzato Uncino. Sono problematiche che verranno risolte con il sequel? Può darsi. Per il momento vi sono intuizione visive interessanti (la cava già citata), come l’ambientazione dickensiana dell’inizio, ma senza reale pathos. Infatti, la commistione tra film per le famiglie e tono esistenziale è appena accennato e poco riuscito.

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