Io Caterina
Io, Caterina (1957) ITA di Oreste Palella
La storia racconta di una giovane Caterina Benincasa, che dalla sua casa di Siena si trasforma da bambina in mistica, un’ascesa spirituale che la porta prima a scrivere lettere ai potenti del suo tempo e poi addirittura a farsi il mazzo per riportare il papato da Avignone a Roma, una roba mica da ridere. Un’epopea insomma.
Un polpettone riuscito male. E dire che il soggetto, ovvero la vita di Santa Caterina da Siena, era roba che a man bassa poteva essere sfruttata per creare un drammone di quelli che ti spianano il cuore e l’anima, invece no. Il film è una roba che neppure i frati scalzi riescono a digerire. Lo stroncò pure la critica cattolica, ma di che parliamo?
La critica all’epoca lo fece a fette, non risparmiandogli nulla e accusandolo pure di una semplicità disarmante e soprattutto di essere interpretato senza neanche mezzo briciolo di convinzione. Un fallimento totale, tanto che a vederlo oggi fa ridere per quanto è brutto, ma all’epoca non fece ridere nessuno, purtroppo. Si salvano solo le location, girate in una Siena, Monteriggioni, Montalcino e San Gimignano stupende.
