Blitz
Blitz (2024) UK di Steve McQueen
L’epico viaggio di George, un bambino di 9 anni nella Londra della Seconda guerra mondiale, mandato dalla mamma Rita al sicuro nella campagna inglese. George, sconsolato e determinato a tornare da Rita, fugge dal treno che dovrebbe condurlo alla sicurezza per affrontare la Londra disastrata dai bombardamenti per raggiungere la madre.
Steve McQueen ci trasporta nella Londra dei primi anni della Seconda Guerra Mondiale, un periodo in cui i cittadini, travolti dai bombardamenti tedeschi, potevano solo rifugiarsi nei bunker e sperare di sopravvivere. “Blitz” si apre con un attacco aereo in corso: i vigili del fuoco lottano contro un incendio ormai fuori controllo, mentre altre bombe incombono. La tensione è palpabile fin dalle prime scene, seguite da un montaggio di immagini sperimentali — acqua che scorre, statico, narcisi in bianco e nero — prima che la melodia di un pianoforte ci introduca alla casa dei protagonisti.
A differenza di altri film ambientati durante il Blitz, come Atonement, McQueen pone l’accento sull’orrore quotidiano del vivere sotto costante minaccia. La colonna sonora di Hans Zimmer amplifica la tensione con note dissonanti e metallici echi, evocando il frastuono di treni e bombe. La trama di George, che ricorda un mix tra Oliver Twist e L’impero del sole, segue il ragazzo mentre affronta pericoli, morte e il labirinto dei trasporti londinesi, sempre all’erta per evitare di essere rispedito in campagna.
Elliot Heffernan offre una performance ricca di sfumature, alternando momenti di curiosità infantile a un coraggio sorprendente per la sua età. Anche Saoirse Ronan brilla nei panni di Rita, una madre determinata a proteggere il figlio a ogni costo. La direzione artistica è impeccabile: i costumi e le scenografie sono curati nei minimi dettagli, con tonalità che mettono in risalto Rita, il cui rossetto e cappotto scarlatti si stagliano visivamente, un po’ come il cappotto rosso in Schindler’s List.
Uno dei momenti più interessanti del film è una sequenza di danza in un piccolo club, dove McQueen cattura l’energia e l’euforia di una notte di balli, offrendo un contrasto struggente con gli orrori della guerra. Tuttavia, nonostante queste scene evocative, il film soffre di una narrazione discontinua. McQueen esplora anche temi come il razzismo nell’Inghilterra dell’epoca, attraverso la figura di George, che subisce vessazioni per il colore della sua pelle. Tuttavia, questi elementi risultano talvolta didascalici e poco integrati nel tessuto narrativo. Alcuni dialoghi, come il discorso di un soldato sulla divisione creata da Hitler, mancano della finezza che ci si aspetterebbe da un regista del calibro di McQueen.
Nonostante le sue carenze, Blitz è un dramma storico visivamente notevole, capace di immergere lo spettatore nella paura e nella resilienza di un’epoca. La quotidianità dei personaggi — dai turni in fabbrica ai giochi di George con il gatto — ci ricorda come la vita prosegua, anche sotto il fuoco incrociato della storia. McQueen ci offre una testimonianza emotiva e dolorosa della sopravvivenza, purtroppo ancora attuale quasi un secolo dopo
