Le ragazze del Pandora’s box

Il nostro parere

Le ragazze del Pandora’s box (2020) USA di Thom Fitzgerald


La notizia del decesso per overdose di Rickey giunge ai suoi genitori, Maybelline e Jeb, una coppia di battisti che vive nella tranquilla cittadina texana di Red Vine. Consumata dal dolore, la madre intraprende un viaggio verso San Francisco, dove incontra il compagno del figlio, Nathan, e la sua migliore amica, Sienna, scoprendo che Rickey le ha lasciato in eredità il suo bar. Invece di cedere l’attività come vorrebbe il marito, Maybelline decide di mantenerla viva in memoria del figlio, trasformando un trio di drag performer in artiste canore di tutto rispetto.


Nonostante una sceneggiatura di Brad Hennig che a tratti fatica a sorprendere, soprattutto nello sviluppo di alcuni personaggi che rimangono abbozzati (come Sienna e Joan, le cui dinamiche drammatiche non sempre decollano), il film riesce a trovare alcuni punti di forza. Pur nella sua prevedibile evoluzione, il percorso di accettazione di Maybelline verso il mondo LGBTQ+ risulta comunque un elemento di connessione emotiva per lo spettatore. Nathan, seppur con un ventaglio emotivo limitato tra risentimento e supporto, si distingue come il personaggio più sfaccettato.

Un plauso va sicuramente al cast, che si impegna con dedizione nel dare corpo ai propri ruoli. Sigourney Weaver offre una variazione interessante del suo tipico personaggio forte, interpretando una donna battista più mansueta ma capace di risolutezza. Sebbene l’interpretazione di Skordi come ex hippie convertito possa non convincere pienamente, il suo carisma sullo schermo è innegabile. Il trio di drag queen – Joan, Tequila e Cherry – funziona bene come collettivo, creando un’energia palpabile. Moreno e MacDonald brillano come le artiste più estroverse, mentre Taylor conferisce una delicata vulnerabilità al personaggio di Cherry, una donna trans che affronta le tensioni con notevole pazienza. Nonostante l’eccessiva enfasi sulla rabbia di Grenier, Liu riesce a infondere un certo divertimento nel suo ruolo sopra le righe.

Sebbene “Le ragazze del Pandora’s Box” non raggiunga vette memorabili a causa di una regia e una fotografia funzionali ma poco ispirate, e una premessa narrativa che solleva qualche interrogativo sulla sua effettiva progressività, il film può contare sull’impegno del suo cast e su alcuni momenti di sincera connessione emotiva, soprattutto nel racconto della solidarietà all’interno della comunità di artiste. L’amicizia inaspettata tra Maybelline e l’affabile concierge August rappresenta un piccolo spiraglio di calore in una trama altrimenti lineare.

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