Il gladiatore 2

Il nostro parere

Il gladiatore 2 (2024) USA di Ridley Scott


“Gladiator II”, che narra le vicende di Lucio, figlio di Lucilla (la figlia di Marco Aurelio), tenuto nascosto dalla madre per scampare a un destino crudele. Il ragazzo si ritrova a combattere al fianco di Giugurta, re di Numidia. Quando la flotta romana, guidata dal brillante generale Marco Acacio, attacca la capitale numida, Lucio viene catturato e gettato nell’arena del Colosseo per il divertimento dei folli imperatori gemelli Geta e Caracalla. Inizia così la sua marcia sulle orme del padre, Massimo.


Davvero si sentiva l’esigenza di un “Gladiator II”? Il risultato finale pare suggerire un sonoro “no”. Ridley Scott torna sul luogo del delitto, ma la magia sembra essersi dissolta, lasciando spazio a un’operazione che sa di stantio e di pretestuoso. Le licenze con la storia, in questo nuovo capitolo, non sono semplici libertà poetiche, bensì strafalcioni marchiani che conducono l’intera narrazione in un territorio a dir poco grottesco. Ci si ritrova spaesati di fronte a un’approssimazione talmente ardita da scivolare nel ridicolo involontario.

Il protagonista, chiamato a raccogliere un’eredità ingombrante, fatica a imporsi. Manca quel carisma magnetico che aveva reso indimenticabile il suo predecessore, lasciando lo spettatore emotivamente distante dalle sue peripezie. A peggiorare il quadro, una galleria di antagonisti che definire “macchiette” è quasi un complimento. Sono caricature stridenti del già sopra le righe Commodo del “Gladiator” originale, figure talmente eccessive da risultare irritanti e privi di qualsiasi spessore psicologico. Sembra quasi che il film abbia voluto alzare il volume della follia senza curarsi di modulare l’interpretazione.

Ci si domanda se l’intento fosse parodistico, talmente strabordante è la sequela di assurdità visive e narrative. Se così fosse, l’obiettivo è clamorosamente fallito, lasciando lo spettatore interdetto di fronte a un’accozzaglia di scene che paiono competere per il titolo di “momento più imbarazzante dell’anno cinematografico”. Un’occasione sprecata per rivisitare un universo narrativo affascinante, svilito da una superficialità sconcertante e da scelte registiche discutibili.

 

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *