La vita accanto
La vita accanto (2024) ITA di Marco Tullio Giordana
Negli anni ’80, nella città artistica di Vicenza, nasce Rebecca, una bambina segnata da un vistoso angioma sul volto. La madre Maria, incapace di accettare l’imperfezione della figlia, la respinge con freddezza e vergogna, cercando invano di cancellare quel segno che considera una macchia sul prestigio familiare. Il padre Osvaldo, pur amorevole, non riesce a opporsi alla crudeltà della moglie, lasciando Rebecca in balia di un’infanzia segnata dall’isolamento e dall’incomprensione. Il conforto arriva dalla zia Ermina, una talentuosa pianista che intuisce la sensibilità della nipote e la introduce al mondo della musica.
Con La vita accanto, Marco Tullio Giordana propone un dramma dalle tinte melodrammatiche, adattando l’omonimo romanzo di Mariapia Veladiano. Il film affronta il tema della diversità e dell’accettazione attraverso la storia di Rebecca, una protagonista condannata al rifiuto materno a causa di un’imperfezione fisica. Il talento musicale diventa la sua unica via di fuga, incarnando un percorso di autodeterminazione e riscatto.
Nonostante un cast solido, con Valentina Bellé nei panni di una madre emotivamente instabile e Beatrice Barison al suo esordio cinematografico come Rebecca adolescente, il film fatica a trasmettere un coinvolgimento emotivo autentico. La narrazione si muove con lentezza, intrappolata in conflitti familiari che non raggiungono mai una vera esplosione drammatica. La regia raffinata di Giordana si scontra con una sceneggiatura che, pur firmata da un maestro come Marco Bellocchio, si adagia su schemi narrativi prevedibili.
Le tematiche della colpa materna e della redenzione familiare vengono trattate in maniera tradizionale, senza particolari guizzi innovativi. L’atmosfera cupa e contemplativa si addice al tono del racconto, ma il film non riesce mai a scuotere davvero lo spettatore. L’elemento metafisico legato alla presenza fantasmagorica della madre defunta aggiunge un tocco surreale, ma non basta a rendere più incisiva la vicenda.
Visivamente elegante e accompagnato da una colonna sonora classica che sottolinea l’importanza della musica nella vita della protagonista, La vita accanto si distingue per la sua cura estetica più che per la sua profondità emotiva. Un’opera che esplora il disagio e la ricerca di identità con sensibilità, ma senza il necessario mordente per lasciare il segno.
