The Killer’s game

Il nostro parere

The killer’s game (2024) USA di J.J. Perry


Joe Flood, un sicario con un rigido codice etico, decide di ritirarsi dopo essersi innamorato della ballerina Maize. Scopre però di avere una malattia terminale e ingaggia un killer per eliminarlo prima che la sua amata lo veda soffrire. Quando scopre che la diagnosi era un errore, è troppo tardi: l’intera comunità di assassini è sulle sue tracce.


“The Killer’s Game” è un disastro cinematografico sotto ogni punto di vista. Il film si riduce a un susseguirsi di scontri insensati, affogati in un’estetica di serie B e in una sceneggiatura pigra e prevedibile. Le scene d’azione, che dovrebbero essere il cuore del film, risultano caotiche e prive di energia, con effetti speciali talmente scadenti da spezzare ogni sospensione dell’incredulità.

Nessuno riesce a salvare il film dall’oblio. Bautista è privo di carisma, circondato da un cast sprecato—tra cui un Ben Kingsley che sembra recitare con il pilota automatico—l’attore si trova intrappolato in un copione che non gli lascia spazio per esprimere né la sua versatilità comica né il suo lato più drammatico. Il regista J.J. Perry, già colpevole del dimenticabile Day Shift, dimostra ancora una volta di non saper gestire il ritmo narrativo: ogni scena si trascina senza tensione, con un montaggio stanco e una regia incapace di valorizzare le coreografie d’azione. Se il modello era John Wick, il risultato è un film che ne scimmiotta gli eccessi senza comprenderne la maestria visiva.

Con personaggi ridotti a macchiette, battute piatte e un’estetica posticcia, The Killer’s Game non merita nemmeno una visione distratta su una piattaforma di streaming. Un prodotto derivativo e dimenticabile, destinato a sparire senza lasciare traccia.

 

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