Come quando eravamo piccoli
Come quando eravamo piccoli (2024) ITA di Camilla Filippi
Dopo 42 anni da lavoratore di categoria protetta, se ne va in pensione e questa diventa l’occasione per fare un viaggio con i suoi unici parenti, i nipoti Michele e Camilla. Per lui sarà l’occasione di vivere un’avventura, per loro di confrontarsi sulla condizione della loro famiglia rimasta in sospeso da troppo tempo.
L’esordio alla regia di Camilla Filippi è un’opera di grande intensità emotiva, capace di intrecciare il passato e il presente in un ritratto intimo di una famiglia che ha saputo ricostruirsi attraverso il dolore e la resilienza. Al centro di tutto c’è Gigio, zio affettuoso e simbolo di genuinità, la cui storia diventa il punto di partenza per un viaggio che esplora non solo la sua vita, ma anche quella dei suoi nipoti, Camilla e Michele, profondamente segnati dalla perdita della madre e dal sacrificio del fratello maggiore che segue e accudisce Gigio da 18 anni.
Gigio, nato a Brescia nel 1957, ha vissuto un’esistenza segnata da difficoltà – una lesione cerebrale alla nascita e la condizione di ipovedente – ma anche da una straordinaria capacità di trovare forza nell’amore e nella semplicità. Dopo 42 anni di lavoro nella categoria protetta, il suo pensionamento diventa il momento ideale per un regalo speciale: un viaggio in crociera che è insieme celebrazione, riconciliazione e riflessione sul passaggio del tempo.
Nel documentario, Gigio emerge come il fulcro emotivo della famiglia, la cui spontaneità e normalità illuminano le vite di Camilla e Michele. Camilla, artista affermata e ora regista, e Michele, il fratello che ha sacrificato parte della propria esistenza per adempiere alla promessa fatta alla madre morente di prendersi cura dello zio, incarnano due percorsi esistenziali diversi ma profondamente intrecciati.
La regia di Camilla riflette la sua sensibilità artistica e il talento poliedrico. Il passato e il presente si fondono creando un’opera che va oltre l’elogio personale. La pellicola affronta senza moralismi il tema delle scelte di vita: l’ambizione personale contrapposta al sacrificio, il desiderio di realizzarsi e l’abnegazione necessaria per mantenere una promessa. Il personaggio di Michele, che ha dedicato la sua esistenza a Gigio, e quello di Camilla, che ha seguito i suoi sogni di attrice, si confrontano in un dialogo silenzioso che li porta a rivedere il senso delle loro scelte. Ma la risposta non arriva da grandi discorsi: è nell’esempio semplice e pieno d’amore di Gigio che trovano il modo di perdonarsi e di accettarsi.
La crociera non è solo il coronamento di un sogno per Gigio, ma anche una metafora del viaggio interiore dei protagonisti. Camilla e Michele, attraverso il confronto con la loro infanzia e con le scelte che li hanno portati fino a quel momento, si interrogano sul significato dell’ambizione, del sacrificio e del legame familiare.
La forza del documentario risiede nella sua universalità: nel racconto di Gigio e della sua famiglia, Camilla riesce a toccare corde comuni a tutti noi. Il tempo, con il suo inesorabile scorrere, diventa il vero protagonista. È un elemento che divide e unisce, che ferisce ma che offre anche l’opportunità di guarire.
Come quando eravamo piccoli è un’opera che colpisce per delicatezza e profondità. Con uno sguardo poetico e una narrazione intimista, Camilla ci accompagna in un viaggio che non è solo personale, ma universale. È un inno all’amore, alla gratitudine e alla capacità di ritrovarsi nei piccoli gesti che danno senso alla vita, un invito a riscoprire i legami che ci uniscono e a trovare la forza di perdonare, di perdonarsi e di andare avanti.
