Come far litigare mamma e papà
Come fare litigare mamma e papà (2024) ITA di Gianluca Ansanelli
Gabriele ha una famiglia perfetta ma brama genitori divorziati come i suoi amici per regali, vacanze e paghette doppie. Un giorno trama un piano diabolico con la sua migliore amica per separarli, quando rivelano i piani di trasloco.
Il quinto lungometraggio di Gianluca Ansanelli, Come far litigare mamma e papà, si presenta come una commedia per famiglie, ma si rivela un prodotto mediocre e approssimativo. La storia segue il piccolo Gabriele, interpretato da Andrea Condé, che pur mostrando un certo talento, non riesce a salvare un film privo di coerenza narrativa e di spessore emotivo.
Il racconto, basato su un’idea di ribaltamento della normalità, scivola rapidamente nella superficialità, con una trama banale e prevedibile. I personaggi sono spesso caricaturali, mentre i tentativi di ironia risultano forzati e inefficaci. La regia di Ansanelli appare incapace di sviluppare temi significativi come i rapporti familiari o il bullismo.
Nonostante la presenza di attori di richiamo come Carolina Crescentini e Giampaolo Morelli con interpretazioni anche brillanti, il film si affida a una lunga serie di sketch maldestri, che non fanno altro che accentuare il suo tono dispersivo e privo di direzione.
Come far litigare mamma e papà non riesce né a divertire né a emozionare. È un prodotto inconsistente, che manca di coraggio e incisività, e che lascia lo spettatore con una sensazione di vuoto e insoddisfazione. Una commedia che, pur rivolgendosi a un pubblico giovane, fallisce nel suo intento di intrattenere e trasmettere un messaggio significativo.
