Ex – Amici come prima
Ex – Amici come prima (2011) ITA di Carlo Vanzina
La pellicola si sviluppa attraverso cinque vicende parallele legate dal tema della separazione e dei legami passati. Un parlamentare meridionale cede al fascino di un capo di stato straniero, un uomo appena sposato ritrova un vecchio amore, un single impenitente colleziona avventure passeggere e un depresso incontra una donna instabile scambiandola per la sua analista. A chiudere il cerchio, un seduttore respinto intraprende una complessa relazione con il legale della sua ex consorte.
Il testimone della saga passa dalle mani di Fausto Brizzi a quelle di Carlo Vanzina, il quale, coadiuvato come sempre dal fratello Enrico alla sceneggiatura, decide di abbandonare i tempi narrativi più distesi e inclini al dramma del capostipite. La regia di Carlo Vanzina sceglie invece di riappropriarsi della velocità cinetica tipica della commedia degli anni Ottanta, orchestrando un montaggio analogico e dissolvenze calibrate che cercano di connettere fluidamente i diversi segmenti geografici, muovendosi tra Roma, Bruxelles e Sorrento. La cinepresa lavora sulla superficie delle inquadrature, inseguendo l’artificio scenico: la sequenza della nave da crociera, chiaramente un’immagine di repertorio con gli attori posati su un ponte immobile nel porto, diventa quasi una dichiarazione estetica sulla staticità esistenziale dei personaggi stessi.
Dal punto di vista dei contenuti, l’opera cerca di essere una satira di costume che mette alla berlina la mediocrità della classe politica contemporanea, spingendosi fino alla caricatura grottesca. Carlo Vanzina e suo fratello costruiscono una struttura che guarda dichiaratamente ai modelli oltremanica del cinema romantico corale, frammentando la narrazione in micro-sketch. La scrittura predilige la battuta fulminea e il ritmo della gag rispetto a una satira feroce e no rinuncia a inserire venature di malinconia borghese nel quotidiano. Il risultato finale è però mediocre, limitandosi a battute abbastanza scontate.
Il cast si rivela il punto di forza del film. Gli attori sorreggono l’architettura testuale attingendo alla tradizione della commedia dell’arte e all’improvvisazione verbale, con interpreti maschili capaci mentre la componente femminile assume un ruolo geometricamente centrale, muovendo i fili delle decisioni e determinando i destini dei rispettivi partner.
