Baby Driver. Minimi termini

Il nostro parere

Baby driver (2017) USA di Edgar Wright

Baby” è un giovane pilota che affida il suo talento con le macchine al crimine, costretto a lavorare per un boss, “Doc”, che pianifica rapine. Baby soffre di  acufene da quando perse i genitori in un incidente stradale, che egli blocca ascoltando quasi sempre la musica. Ascoltare musica aiuta Baby anche a concentrarsi durante gli inseguimenti con la polizia, sincronizzando i suoi movimenti al ritmo delle canzoni. Nella sua vita privata Baby si prende cura del padre adottivo Joseph, paraplegico e muto, crea montaggi musicali con le conversazioni dei criminali riprese con un registratore a nastro e si innamora di una cameriera, Debora, con la quale riesce a stabilire una relazione.

Diventa difficile credere che un pubblico minimamente adulto possa seguire con interesse questa storia assurda ed esagerata oltre ogni misura. Gli attori che gigioneggiano fino al ridicolo, le vicende assurdamente assemblate senza un minimo messaggio, un intento, un’idea decente lasciano senza fiato. Tempo sprecato nonostante il cast di richiamo e la colonna sonora scoppiettante.

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