Wolfs – Lupi solitari
Wolfs – Lupi solitari (2024) USA di Jon Watts
Assunto per coprire un crimine di alto profilo, un tuttofare si ritrova presto a dover avere a che fare con una serata fuori controllo quando è costretto a lavorare con una controparte inaspettata.
Non c’è piacere più sottile al cinema che vedere George Clooney e Brad Pitt scambiarsi sguardi d’intesa e battute pungenti. Questa alchimia, resa celebre dalla saga di Ocean’s di Steven Soderbergh, trova nuova linfa in Wolfs, scritto e diretto da Jon Watts. Pur interpretando personaggi spesso in contrasto, i due attori ricreano la stessa dinamica complice che li ha resi iconici, grazie a una sceneggiatura che gioca con intelligenza sul loro status di leggende del cinema.
Clooney e Pitt interpretano “pulitori” al servizio del crimine, chiamati a gestire una situazione complicata dopo che un’ambiziosa politica (Amy Ryan) si ritrova con un cadavere nella stanza di un hotel di lusso. Clooney arriva per primo, elegante in maglione nero e cappotto di pelle, con i suoi attrezzi del mestiere. Poco dopo, però, arriva Pitt, convocato dai proprietari dell’hotel, e i due iniziano a battibeccare su chi debba fare il grosso del lavoro, mentre la Ryan, disperata, osserva impotente.
La sceneggiatura è un esempio di brillantezza: dialoghi arguti, tempi comici perfetti e un’ironia sottile che Clooney e Pitt sfruttano alla perfezione. I due, veri mattatori del film, riescono a dare vita a una performance di straordinaria intesa, trasformando ogni interazione in un piccolo spettacolo. Il film, arricchito da un cast di supporto notevole, tra cui Richard Kind e la voce di Frances McDormand, rimane essenzialmente un’opera costruita per celebrare il talento e la chimica tra i suoi protagonisti.
L’azione si arricchisce di colpi di scena, inseguimenti mozzafiato tra i quartieri di New York e personaggi come un giovane apprendista (Austin Abrams), affascinato e intimorito dai due protagonisti. Le svolte narrative, che includono droga e criminali albanesi, si alternano a momenti di humor nero, bilanciando tensione e leggerezza. Il lavoro di location, orchestrato da David Fox, merita menzione per aver esaltato l’ambientazione urbana del film.
Pur non essendo un capolavoro epocale, Wolfs si distingue come un intrattenimento sofisticato, reso memorabile dall’inimitabile sinergia tra Clooney e Pitt. L’ironia della scrittura, unita a riferimenti nostalgici come un omaggio al produttore Jerry Weintraub, lo rende una visione imperdibile per chi ama il loro stile unico.
