Fuga in Normandia

Il nostro parere

Fuga in Normandia (2023) UK di Oliver Parker


Basato su eventi reali, il film racconta la storia di Bernard Jordan, un anziano che fugge dalla casa di riposo dove vive con la moglie per partecipare alla commemorazione del 70° anniversario dello sbarco in Normandia. Mentre lui affronta il viaggio in solitaria, la moglie rimane nella residenza, vivendo una sua personale avventura.


Fuga in Normandia segna il commiato cinematografico di Michael Caine, un attore iconico che ha attraversato generazioni con interpretazioni memorabili. Diretto da Oliver Parker, il film si regge sulla forza del suo protagonista e sulla straordinaria Glenda Jackson, qui nella sua ultima interpretazione prima della morte a 87 anni, che dona autenticità e profondità al suo personaggio.

Caine è perfetto nel ruolo di Bernie. Il suo personaggio è quello di un inglese fiero e determinato, che non ha bisogno di esibire un patriottismo eccessivo per dimostrare la sua lealtà. Con una recitazione essenziale, Caine riesce a far percepire profondamente ciò che il suo personaggio sta vivendo, e il film riflette la stessa semplicità. Nelle scene in cui Bernie incontra altri veterani – anche di altre nazionalità e generazioni – l’attore mantiene un tono misurato, evitando inutili enfasi. Eppure riesce a commuovere, come nella toccante sequenza in cui parla con alcuni ex soldati tedeschi o quando si trova davanti alla tomba di un vecchio amico caduto in guerra, sussurrando con amarezza: “What a waste…” (“Che spreco…”). Triste, ancora segnato dalla rabbia, ma sempre con grande compostezza. Proprio questa sobrietà, che evita la retorica e il sentimentalismo, rende il film onesto e autentico. L’unico elemento che a volte risulta poco sottile è la colonna sonora, che talvolta calca eccessivamente l’emozione.

Accanto a Caine, Glenda Jackson offre un’interpretazione altrettanto straordinaria. La sua René è vivace, ironica e profondamente umana, dando alla storia un tocco di leggerezza che bilancia perfettamente il tono più malinconico del viaggio di Bernie. Jackson si cala nel personaggio con un’energia che smentisce la fragilità dell’età, regalando una prova intensa e sentita. Lei e Caine sono il cuore pulsante del film: due persone che, nonostante gli anni e le difficoltà, restano legate da un amore profondo e indissolubile.

Il film alterna toni leggeri e momenti più intensi, bilanciando umorismo e dramma senza mai risultare pesante. Il racconto non si limita al viaggio del protagonista, ma dà spazio anche alla storia della moglie, arricchendo la narrazione con un doppio punto di vista che evita la monotonia. La regia di Parker si dimostra efficace sia nelle sequenze all’aperto, che sfruttano i paesaggi francesi e i ricordi della guerra, sia nelle scene ambientate nella residenza, che potrebbero risultare statiche ma vengono invece gestite con dinamismo.

L’unico punto debole è una certa tendenza alla sentimentalità eccessiva, con momenti che rischiano di appesantire il racconto, come accadeva nel prologo e nell’epilogo di Salvate il soldato Ryan. Tuttavia, resta una pellicola toccante e ben costruita, un’ode alla memoria e alla determinazione.

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