10 attori del cinema italiano morti nel 2024

Fabio Sartor (Castelfranco Veneto, 12 ottobre 1954 – Castelfranco Veneto, 6 novembre 2024) Lavorò in teatro con registi quali Giorgio Strehler, Peter Stein, Klaus Gruber, Luca Ronconi, Robert Fortune, Luca Barbareschi, Antonio Calenda, Giancarlo Marinelli, Patrick Rossi Gastaldi e Rimas Tuminas. Al cinema fu diretto da Mel Gibson (La passione di Cristo), Marlene Gorris (La partita), Diane Kurys (L’anniversaire), Peter Greenaway (Il ventre dell’architetto), Gabriele Salvatores (Nirvana), Giuseppe Piccioni (Fuori dal mondo). Collaborò anche con Wim Wenders, Pina Bausch e con Franco Fontana per la fotografia.

Adamo Dionisi (Roma, 30 settembre 1965 – Roma, 20 ottobre 2024) Soprannominato er Marchese fu arrestato nell’aprile 2001 dalla DIGOS per una vicenda di droga: poche ore prima era stato coinvolto in una rissa al di fuori dello stadio San Siro. Scontò la sua pena nel carcere capitolino di Rebibbia, dove prese parte a vari progetti teatrali. Una volta libero decise di intraprendere la carriera d’attore: esordì nel film Chi nasce tondo…, del 2008, da lui co-sceneggiato. Dopo aver recitato come caratterista in varie pellicole, nel 2014 venne scelto dal regista italo-americano Abel Ferrara nel film biografico Pasolini. La notorietà arrivò nel 2015 quando egli impersonò il boss Manfredi Anacleti, in Suburra, diretto da Stefano Sollima; riprenderà tale ruolo nell’omonima serie televisiva. Nel 2018 prese parte ai film Dogman di Matteo Garrone e nel 2023 fu nel cast di Enea di Pietro Castellitto.

Gigio Morra (Napoli, 26 agosto 1945 – Napoli, 10 marzo 2024) Si diplomò nel 1966 all’Accademia d’arte drammatica di Napoli. Lavorò con Eduardo De Filippo dal 1970 al 1980, con Carlo Cecchi e nella compagnia di Angelo Savelli. Inoltre in teatro fu diretto da Maurizio Scaparro, Giuseppe Patroni Griffi, Luca De Filippo e Toni Servillo. Al cinema fu diretto da Martone, Bellocchio, Moretti, Wertmüller e Garrone (in Gomorra). In televisione fu uno dei protagonisti della serie Il commissario Montalbano. Nel 2011 tornò in televisione nel ruolo di Ruggero u’ Puparo nella terza stagione della serie Squadra antimafia – Palermo oggi.

Enzo Moscato (Napoli, 20 aprile 1948 – Napoli, 13 gennaio 2024) Utilizzando un linguaggio declinato in un originale plurilinguismo, venne considerato l’interprete di un nuovo teatro di poesia, che riconosce i suoi ascendenti non solo nei grandi autori e compositori napoletani, ma anche in Artaud, in Genet, nei poeti maledetti di fine 800 e in Pasolini. Nel 1980 iniziò l’attività in teatro che lo impose all’attenzione di critica e pubblico come attore, autore e regista, collocandosi tra i capofila della nuova drammaturgia napoletana. Ha collaborato spesso con Martone (Morte di un matematico napoletano, Rasoi, Il giovane favoloso) e altri protagonisti del cinema napoletano come Pappi Corsicato o Antonietta De Lillo.

Antonio Cantafora noto anche con lo pseudonimo di Michael Coby (Crotone, 2 febbraio 1944 – Roma, 20 aprile 2024) Studiò recitazione con Alessandro Fersen, dopodiché fece il suo debutto cinematografico nel 1967. Grazie alla somiglianza con l’attore Terence Hill, negli anni settanta recitò nel ruolo del “bello” in coppia con l’attore statunitense Paul L. Smith (a sua volta nel ruolo del “grosso”) in una serie di film ispirati a quelli di Bud Spencer e Terence Hill. I due sono ricordati come Simone e Matteo, personaggi da loro interpretati in due dei cinque film di cui furono definiti i “cloni”. In seguito Cantafora continuò la sua carriera soprattutto come attore caratterista, lavorando con registi importanti come Federico Fellini, Jerzy Skolimowski, Bruno Barreto, Alberto Lattuada e Mauro Bolognini

Salvatore Puntillo (Rende, 27 luglio 1935 – Roma, 14 luglio 2024) Esordì al cinema nella prima metà degli anni sessanta in qualità di comprimario. Pur rimanendo nella folta schiera dei caratteristi italiani, nel corso degli anni si dimostrò un attore versatile, sapendo destreggiarsi in generi cinematografici diversi: la sua filmografia vantava oltre cinquanta pellicole che vanno dalle commedie agli erotici e dai polizieschi ai drammi. Tra i film Corleone di Squitieri e Il portaborse di Luchetti.

Luis Molteni all’anagrafe Gianluigi Molteni (Seregno, 5 novembre 1950 – Roma, 28 febbraio 2024) Fu un attore caratterista molto presente nel cinema italiano. Iniziò la sua carriera recitando a teatro nello spettacolo Quelli di Grock tra il 1979 e il 1985. Esordì al cinema grazie a Maurizio Nichetti con Ho fatto splash (1980). Tra i titoli della sua lunga filmografia si alternano ruoli da co-protagonista e semplici cameo: Nero. (1992) di Giancarlo Soldi; Perdiamoci di vista (1994) e Viaggi di nozze (1995) di Carlo Verdone; Il trionfo dell’amore (2001) di Clare Peploe; Tutta la conoscenza del mondo (2001) di Eros Puglielli; Pinocchio (2002) di Roberto Benigni, dove interpretò l’omino di burro; Tutti all’attacco (2005) di Lorenzo Vignolo e il dittico televisivo Miacarabefana.it (2009) e SOS Befana (2011), con Veronica Pivetti protagonista. L’ultimo film in cui ha lavorato è stato Romeo è Giulietta di Giovanni Veronesi, uscito nelle sale due settimane prima della sua scomparsa.

Aldo Puglisi (Catania, 12 aprile 1935 – Catania, 19 luglio 2024) Figlio d’arte, esordì nel cinema nel 1964, recitando in tre film: nell’episodio La vedova di 3 notti d’amore di Renato Castellani, Sedotta e abbandonata di Pietro Germi e Matrimonio all’italiana di Vittorio De Sica. L’anno successivo ricoprì un ruolo minore in Signore & signori di Pietro Germi e in Letti sbagliati di Steno. Nel 1968 recitò ne La ragazza con la pistola di Mario Monicelli e Vacanze sulla Costa Smeralda di Ruggero Deodato. Dopo film con Festa Campanile e Fulci fu chiamato per una parte minore in Vogliamo i colonnelli, ancora con Monicelli. Nel 1974 fece parte del cast di Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto di Lina Wertmüller, ma la sua carriera era già in fase calante. Il suo ritorno come interprete cinematografico si ebbe nel 1980, per interpretare la parte del tenente che arresta il produttore Bonivento in Arrivano i gatti di Carlo Vanzina.

Glauco Mauri (Pesaro, 1º ottobre 1930 – Roma, 28 settembre 2024) Anche se le sue frequentazioni cinematografiche furono poche, non si può non ricordare un gigante del teatro italiano. Importante la sua partecipazione a lavori televisivi della Rai, sia nelle commedie sia nelle tragedie classiche e negli sceneggiati, con oltre sessanta lavori a partire dall’inizio delle trasmissioni, nel 1954. Dopo aver fatto parte, nel 1971, del cast dello sceneggiato televisivo I Buddenbrook, alla Biennale di Venezia del 1972 Luca Ronconi lo diresse nello storico allestimento dell’Orestea di Eschilo. Nel 1977, diede la voce al personaggio del governatore Tarkin, in Guerre stellari. Fu anche regista d’opera. Da ricordare nel cinema i ruoli in La Cina è vicina di Marco Bellocchio, Profondo rosso di Dario Argento, e Ecce bombo di Nanni Moretti. Vincitore di ogni premio teatrale possibile, era anche Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Roberto Herlitzka (Torino, 2 ottobre 1937 – Roma, 31 luglio 2024) Ebreo per parte di padre, sfuggì alle leggi razziali ottenendo temporaneamente il cognome della madre, Berruti. Nel 2004 si aggiudicò un Nastro d’argento come migliore attore e un David di Donatello come miglior attore non protagonista per la sua interpretazione di Aldo Moro nel film di Marco Bellocchio Buongiorno, notte (che gli valse anche il premio Horcynus Orca quattro anni dopo), e ricevette il premio Gassman come miglior attore per gli spettacoli teatrali Lasciami andare madre e Lighea. Nel 2013 alla quarta edizione del Bari International Film Festival ottenne il “premio Vittorio Gassman” come miglior attore protagonista per il film Il rosso e il blu. Straordinarie le ultime interpretazioni cinematografiche. Ha lavorato spesso con Wertmuller e Magni all’inizio della carriera ma è stato Bellocchio a donargli parti indimenticabili nei suoi film, in particolare in già citato Buongiorno notte e Bella addormentata. Ha recitato anche in La grande bellezza e Loro di Sorrentino.

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