La signora di mezzanotte. Cenerentola scanzonata

Il nostro parere

La signora di mezzanotte (1939) USA di Mitchell Leisen

Una ballerina spiantata capita a Parigi e si innamora subito, ricambiata, di un povero tassista che l’ha accompagnata gratis tutta la notte. Per sfuggire a lui e ad un destino di povertà, si imbuca in una festa della alta società dove conosce un ricco uomo che la ricopre di soldi perché lei faccia innamorare l’amante della moglie. Il tassista, intanto, la cerca disperatamente e si inventa una gara tra tassisti con in palio un lauto premio. Ovviamente, il seguito è zeppo di equivoci, colpi di scena e risate.
Leisen realizza una screwball comedy perfetta, supportata dalla dinamica sceneggiatura della coppia Wilder-Brackett, esaltata da un quartetto di attori splendido: Claudette Colbert, Don Ameche, John Barrymore e Mary Astor. La Colbert è al suo vertice, con quell’aria da donna vissuta e scanzonata che rende credibile ogni perla di saggezza espressa. La telefonata tra Barrymore ed Ameche è, invece, il momento massimo di comicità, pur non mancando mai il sorriso mentre si segue il filo dei dialoghi ficcanti di questo splendido esempio di commedia.
Il resto lo fa l’eleganza innata di Leisen, la sua potente caricatura del vuoto mondo aristocratico parigino (come è facile leggere in controluce la critica verso gli eccessi del post crollo di Wall Street), la sua sottile ironia nel dettagliare i sentimenti dei personaggi attraverso piccoli tocchi di grande mestiere.

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