Body cam
Body cam (2020) USA di Malik Vitthal
In una Los Angeles scossa da recenti tensioni tra cittadini e forze dell’ordine, una pattuglia si imbatte in un furgone senza targa sotto una pioggia battente. L’agente, avvertendo subito che qualcosa non va, intima alla conducente di scendere: una donna visibilmente spaventata emerge dall’abitacolo, e in un attimo l’agente viene scaraventato in aria da una forza misteriosa.
Un salto temporale ci riporta alla scena del furgone, introducendoci alle vere protagoniste: Renee, una poliziotta che rientra in servizio dopo un periodo di congedo per trauma, e Danny, il novellino della squadra. I loro personaggi appaiono abbozzati, quasi come pretesti narrativi, e persino la dinamica razziale e di genere di Renee rimane in superficie, perdendo l’occasione di aggiungere un interessante livello di critica sociale.
“Body Cam” soffre di un ritmo narrativo problematico. Le sequenze in cui i protagonisti esplorano gli ambienti con la torcia si dilungano eccessivamente, trasformando la tensione in noia. Qua e là emergono delle sequenze degne di nota, quelle che probabilmente ricorderà chi deciderà di vedere “Body Cam”. La migliore è senza dubbio quella nel negozio di liquori, dove due poliziotti, notando il furgone dell’inizio, decidono di controllare, ignari della presenza di altri due uomini armati all’interno. Inaspettatamente, la situazione degenera in una violenza cruda, e Vitthal dimostra una discreta abilità nel gestire l’azione fisica in uno spazio ristretto, orchestrando movimenti concitati. È sorprendente come un film altrimenti statico, che abusa di pioggia e oscurità, si trasformi improvvisamente in qualcosa di completamente diverso. Forse l’intento di Vitthal era proprio questo: realizzare un film che esplodesse di violenza, riflettendo la brutalità che troppo spesso si manifesta nei rapporti tra i cittadini di Los Angeles e coloro che dovrebbero proteggerli. Ma se il contesto tra queste esplosioni di violenza fosse stato più reale e coinvolgente, l’impatto sarebbe stato decisamente maggiore. Invece, rimangono solo momenti isolati in un mare di materiale trascurabile.
