Ogni giorno. Cambiare per amare

Il nostro parere

Ogni giorno (2018) USA di Michael Sucsy

La sedicenne Rhiannon si innamora di A, uno spirito misterioso che vive ogni giorno in un corpo diverso. I due si cercano costantemente, mai certi di cosa o chi il passo successivo possa portare.

Ok, è il solito filmetto per adolescenti in cui la protagonista vive la solita situazione familiare difficile, un amoretto insoddisfacente e non ha fiducia in se stessa. Naturalmente, l’incontro con il bello la salverà. Ok, l’ambientazione patinata e tutti i luoghi comuni dei teen drama attualmente di moda ti scoraggia la visione alle prime immagini.

Eppure, mai come stavolta c’è la sensazione di un’occasione perduta. Il continuo mutamento di A in tante forme diverse (bianco, nero, giallo, maschio, femmina, magro, grasso ecc.) spiazza all’inizio e crea l’illusione che il regista voglia inseguire la tematica della tolleranza, dell’accettazione della diversità in un mondo sempre più chiuso egoisticamente in se stesso, con modello l’ossessione isolazionista trumpiana. E in parte Sucsy ci sta, soprattutto nei primi 30 minuti quando i diversi volti di A sono un inno alla mescolanza di razza e di genere. Rihannon, infatti, si trova ad amare ogni giorno una persona con un aspetto diverso. Non importa se è donna o di una razza diversa: l’attrazione fisica, sessuale e mentale prescinde da questo.

Un passo enorme per questo genere di pellicola. Invece no. Dopo questa fase sorprendente che fa sperare in un ottimo film, si ricade nella banalità, nei luoghi comuni, nei canoni rassicuranti e usuali. Che peccato!

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