Hunger games. Il canto della rivolta parte 1. Puro marketing

Il nostro parere

Hunger Games. Il canto della rivolta parte 1 (2015) USA di Francis Lawrence

E’ oggettivamente difficile tirar fuori un film credibile partendo da un romanzo di modesta levatura. Lo diceva pure Kubrick a proposito di Shining (e parlava di Stephen King!!!!): figuriamoci cosa potrebbe dire Lawrence (il regista) del libro di Suzanne Collins, autrice di questa fortunata saga per adolescenti. Lawrence però non è Kubrick e si vede dalla modesta fattura di una storiaccia pensata per ragazzini che possiede la maturità dei ragazzini nella struttura e nelle motivazioni psicologiche dei personaggi.

C’è la coraggiosa ragazza (Katniss è pensata a tavolino per aiutare il processo di identificazione delle giovani pubescenti desiderose di affermare la propria indipendenza), il cattivo (ma proprio cattivo) dittatore  e qualche altra furbata qua e là giusto per tenere viva l’attenzione di questi due episodi finali che potevano essere tranquillamente uno. Sappiamo però che questo non è cinema ma marketing, quindi perchè sorprendersi se non esiste profondità, se la storia fa acqua da tutte le parti e se un mondo di questo tipo è credibile solo per under 20?

Il fatto che sia semplice marketing è dimostrato dalla facilità con cui, una volta esaurito lo sfruttamento commerciale, Hunger Games sia completamente sparito dal radar cinematografico mondiale. Una volta bruciato e sfruttato il prodotto si deve passare al successivo. Peccato che il cast sia semplicemente maestoso.

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