Chesil beach – La prima volta

Il nostro parere

Chesil beach (2017) UK di Dominic Cooke

Edward e Florence si sono appena sposati. A passeggio sulla spiaggia di Chesil Beach raggiungono la camera di un hotel della costa dove si ritrovano soli, vergini uno di fronte all’altro e in attesa di consumare l’amore.

Adattamento del romanzo di Ian McEwan, il film racconta un amore interrotto, una rottura nella vita di due giovani ragazzi che resterà come un segno per l’intera esistenza. Con buona intensità Cooke descrive questa parabola con intento antropologico, senza morbosità o manierismi.

Dalla stanza da letto con flashback, il regista narra l’inizio dell’innamoramento e del sentimento tra i due, cogliendo con occhio attento le convenzioni sociali, la “repressione” consumata all’interno di ambienti borghesi fintamente felici.

I flashback fanno da contrappunto ai goffi tentativi dei due di compiere l’atto sessuale ma, con inserti improvvisi, mostrano pure un possibile abuso di lei e un’infelice adolescenza per lui all’ombra della madre malata di mente. Il fallimento sessuale lascia solo frustrazione e disperazione, così l’unica arma è rivalersi sull’altro. Tutto questo è poi completato da due parentesi successive in cui abbastanza goffamente si tenta di dare una conclusione ad una vicenda di per sè già conclusa.

Bravissimi gli attori, bella la fotografia e buona la regia.

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